Martedì, 20 Ottobre 2020
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AUTOSTRADA A18

Messina-Catania pericolosa, un gruppo su Facebook: "Rischiamo la vita, pronta una protesta"

Quasi duemila iscritti e tanta rabbia sulle condizioni dell'autostrada A18 la Messina Catania dove si verificano continuamente incidenti. Ultimo, in ordine di tempo, quello a Letojanni ma è passata solamente una settimana dal terribile schianto che ha provocato la morte di tre persone: il poliziotto Angelo Spadaro, Rosa Biviera e Salvatore Caschetto.

Il gruppo, che si chiama "Maxi protesta per le condizioni A18", vuole adesso avviare azioni di protesta per accendere i riflettori.

"Stabiliamo insieme il giorno della protesta e siamo pronti a tutto anche a bloccare i caselli non possiamo rischiare la vita tutti i giorni su questa A18 in totale abbandono", si legge in apertura del gruppo.

Gli iscritti al gruppo si lamentano delle condizioni dell'autostrada (alcuni la definiscono "mulattiera"), dei continui incidenti, della frana a Letojanni.

"Ora basta - scrive ad esempio con rabbia Giovanni Casablanca - Ho presenziato ai funerali del compianto poliziotto Angelo Spadaro. In quel momento il mio pensiero andava anche alle altre 2 vittime dell' incidente ed ai feriti; è andato altresì al deceduto nel doppio senso di circolazione presso Taormina. Pensavo a quanta impotenza da parte mia, di chi ci ha messo la faccia prima di me e con me, per rendere pubbliche le difficoltà che abbiamo nel vivere queste autostrade" e poi continua: Perché chi va lento, chi va forte, l'"autostrada" rappresentano un pericolo, che non possiamo più sostenere e che, se non ci sarebbero stati questi pesanti problemi, non saremmo qui a lamentarci, arrabbiarci inutilmente in questi gruppi Facebook".

Poi c'è Maria Luisa Lo Giudice che esprime le sue paure: "Ogni giorno, da tanti anni, sono costretta a passare per la A 18 per lavoro... giuro che ho sempre paura di non fare più ritorno a casa, dalla mia piccola bambina che è già orfana di padre... io adoro guidare, il problema non sono io ma proprio la strada!".

"Da 3 anni - ha scritto il giorno dell'incidente con tre vittime Francesco Puglisi - faccio appelli, video, interviste, incontri fatti e incontri promessi" che poi continua ricordando i suoi appelli: "I miei video inascoltati dove imploravo di fare rallentare i tir con l'impiego di autovelox in modo particolare nei doppi sensi".

 

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