Mercoledì, 08 Luglio 2020
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IL COMMENTO

Il caso dei messinesi in Trentino, colpevoli di "focolaio"

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Chiunque per colpa - a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini e discipline - cagiona una epidemia, mediante la diffusione di germi patogeni, è punito con la reclusione da 3 a 12 anni (morte di più persone). A stabilirlo non sono né il sindaco di Messina né gli organi di stampa né chi scrive su Fb, ma semplicemente l'articolo 452 del Codice penale. A questo reato se ne aggiungono altri: l'inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità (i Dpcm) o l'eventuale falsa attestazione in autocertificazione. Mai come in questi casi la legge e le norme non ammettono ignoranza.

Se è scattata in città la caccia agli untori, con tutte le folli derive nei social, è perché qualcuno, anzi molti, come emerge dai clamorosi dati forniti da Comune e Asp, non hanno fatto quello che avevano obbligo di fare e, dunque, con una condotta negligente, imprudente e inosservante delle legge e dei decreti, hanno messo a repentaglio la salute e la vita di altre persone. Forse anche centinaia di persone. Hanno potenzialmente portato un “focolaio” a Messina.

Non siamo noi, non sono i cittadini allarmati e preoccupati (che nulla hanno a che vedere con gli “haters”, con quei seminatori di odio sociale che si nascondono sempre dietro la tastiera) a iscriversi al partito dei forcaioli. È la condotta stessa di chi non ha assolto all'obbligo di autoisolamento e di comunicazione puntuale alle autorità sanitarie dell'avvenuto ritorno a Messina che si autodefinisce “criminale”, nel vero significato della parola, cioè di chi, per dolo o per imperizia, per imprudenza ecc ecc, commette un crimine.

Non c'è una Messina “bene” ora diventata improvvisamente Messina “male”. Ci sono precise responsabilità individuali e di queste, chi più chi meno, dovranno rispondere alcuni (molti) componenti dell'allegra comitiva di sciatori. Il loro reato non è essere andati sulla neve, lo chiariamo una volta per tutte (l'1 marzo lo potevano ancora fare e il giudizio sull'opportunità o meno appartiene alla sfera etica di ciascuno), ma appena tornati, non aver fatto per filo e per segno qualunque cosa per non entrare in contatto con altre persone, come stabilito dall'obbligo di quarantena. Ci sarà molto lavoro per i giudici.

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