Venerdì, 27 Novembre 2020
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IL CASO

Coronavirus, centinaia di messinesi in Trentino: solo 40 hanno comunicato il rientro

È clamoroso il primo dato emerso sul caso dei messinesi tornati il 7 marzo scorso da Madonna di Campiglio, due dei quali poi risultati positivi al Coronavirus.

Il Comune, dopo i riscontri effettuati dalla polizia municipale in collaborazione con la questura di Trento, e l’Asp hanno incrociato i 116 nominativi fin qui riscontrati da tre strutture alberghiere della località sciistica delle Dolomiti e le comunicazioni ricevute proprio dall’Asp sul rientro da zone a rischio, come previsto dal Dpcm dell’8 marzo.

Su 116 nominativi solo in 21 avrebbero effettuato la comunicazione nei termini, in 19 fuori dai termini, mentre tutti gli altri non avrebbero mai inviato comunicazioni. Cioè 76 messinesi, che sono tornati dal Trentino, in alcuni casi transitando da Treviso o da Bergamo, hanno fatto rientro a casa senza autodenunciarsi.

«Su 116 nominativi in elenco 21 hanno effettuato la comunicazione nei termini, 19 hanno effettuato la comunicazione fuori dai termini e i rimanenti non hanno effettuato alcuna comunicazione». E’ quanto scrive in una nota Paolo la Paglia, direttore generale dell’Asp di Messina in merito al caso degli sciatori messinesi che hanno trascorso una settimana bianca a Madonna di Campiglio.

«Al confronto- scrive - tra i dati in possesso di questa Asp e l’elenco trasmesso a questa direzione generale solo alle ore 16.15 del 18/3/2020 da parte della Polizia Municipale di Messina, parrebbe emergere che su 116 nominativi in elenco 21 hanno effettuato la comunicazione nei termini, 19 hanno effettuato la comunicazione fuori dai termini e i rimanenti non hanno effettuato alcuna comunicazione; sono in corso ulteriori approfondimenti, su eventuali registrazioni con altre modalità non di pertinenza di questo ufficio».

Inoltre «i riscontri sul portale CostruireSalute.it gestito dalla protezione civile regionale risulterebbero già effettuati dalla Polizia Giudiziaria, e questo ufficio in atto ne disconosce l’esito». La Paglia precisa, infine, che l’"Azienda Sanitaria, nei limiti delle direttive superiori ricevute e di concerto con la Prefettura di Messina e l’Assessorato Regionale per la Salute, ha sempre effettuato le dovute comunicazioni e dato corso alle richieste di informazioni, in uno spirito di leale e doverosa collaborazione tra Istituzioni; questa direzione nei limiti dei dati provenienti dalle altre Istituzioni ha sempre dato tempestivamente corso ai provvedimenti di competenza».

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