Martedì, 20 Ottobre 2020
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Messina, De Luca cede: "Sospendo la banca dati, ora devo pensare al bene della città"

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Cateno De Luca

«Sospendo l’utilizzo della banca dati. Non possiamo rischiare un procedimento di sospensione da sindaco o l’avvio del procedimento di decadenza: mi tenta questa strada e se non fosse stato un periodo delicato come questo, sarei andato fino in fondo, divenendo vittima dello Stato. Sono stato preso di mira e mi devono uccidere. Verrei fatto fuori e la città sarebbe commissariata. Fare l’agnello sacrificale, pur se tentato, in questo momento non serve. Se servisse non avrei problemi. I colpi di testa li faccio, ma non a fondo perduto».

Cede alla fine il sindaco di Messina, Cateno De Luca, a conclusione della diretta Facebook organizzata per replicare al Consiglio dei ministri che oggi ha annullato con un Dpr l’ordinanza del primo cittadino che impone a chiunque intenda fare ingresso in Sicilia attraverso il porto di Messina, l’obbligo di registrarsi al portale comunale almeno 48 ore prima della partenza. L’annullamento dell’ordinanza deve adesso essere recepito con decreto della presidenza della Repubblica.

«E' un esito scontato e ora devo pensare al bene della città», ha proseguito, ma «il territorio non cambierà mai se non si rivolta contro questi baroni delle istituzioni». Poi l’appello al governatore Nello Musumeci: «Devo rinunciare a questo strumento di controllo sanitario, ma sia il presidente della Regione ad adottare la banca dati con propria ordinanza. Un sistema applicato anche in Sardegna e che funziona. L’ultima sua ordinanza è una porcheria, cambi registro facendo proprio questo strumento».

«Al presidente della Regione chiedo di inviarmi 500 mila mascherine, altrimenti l’obbligo che ha imposto non serve a nulla. Lo chiedo per me, ma è la richiesta di tutti i sindaci. Vogliamo una parte del bottino arrivato dalla Cina». Lo dice il sindaco di Messina, Cateno De Luca, in riferimento all’ultima ordinanza del governatore Nello Musumeci che impone l’uso negli esercizi commerciali di vendita e distribuzione di generi alimentari, anche all’aperto, della mascherina da parte degli operatori; l’utilizzo di guanti monouso o, in alternativa, il frequente lavaggio delle mani con detergente disinfettante.

Inoltre, in ogni luogo nel quale non sia possibile mantenere la distanza di un metro tra persone, è fatto obbligo a ciascuno di coprire naso e bocca con una mascherina «o con altro adeguato accessorio».

Con una nota inviata al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, inoltre De Luca ha ufficialmente chiesto che, a seguito dell’annullamento sancito dal Consiglio dei Ministri, sia recepito a livello regionale il sistema di registrazione on line 'Si passa a condizione', che dunque non sarebbe più utile solo alla preventiva tracciabilità per attraversare lo Stretto, ma anche per tutti gli altri varchi di acceso in Sicilia.

“Quanto successo con il Consiglio di Stato, costretto a riunirsi in 12 ore e con il successivo Consiglio dei Ministri che in pochi minuti ha liquidato il Sindaco De Luca per provocarlo e farlo fuori politicamente, è una cosa mai vista prima. Sarei tentato ad andare avanti e rivendicare i diritti del nostro territorio. Sarei tentato ad andare avanti per dire che non esiste un’Italia di serie A e una di serie B, come certi baroni delle Istituzioni hanno voluto affermare con la frettolosa deliberazione odierna, assunta senza neppure affrontare il merito della questione. Purtroppo, con la sospensione del sistema di controllo capillare degli accessi al territorio regionale – già attivo in territori quali la Sardegna, la Lombardia, la Campania – le strade sono due: andare allo scontro, decretando l’avvio di un procedimento di decadenza dalla mia carica di Sindaco oppure implorare il Presidente Musumeci di far proprio il nostro lavoro di un mese e adottare per il bene della Sicilia un sistema di controllo per chiunque entra in casa nostra. Ho scelto la seconda via. Se per fare scendere dal piedistallo su cui Musumeci si è confinato – offeso per le mie parole di lesa maestà – sono necessarie le pubbliche scuse, bene, in nome della salute pubblica lo faccio”. A riferirlo è il Sindaco di Messina, on. Cateno De Luca.

“Presidente – continua il Primo Cittadino – con un colpo di penna lei può garantire ai siciliani un controllo serio, con meno dispendio di forze dell’ordine in giro per le strade, gettate nella mischia senza un criterio oggettivo. Lei è il solo a poter garantire la sopravvivenza di una banca dati da estendere a tutto il territorio regionale, che ogni sera può fornire numeri e dati su chi è entrato e dove sta andando, garantendo l’effettività dei controlli sanitari per la verifica dell’isolamento fiduciario. Faccia un regalo pasquale ai suoi concittadini, aldilà di auguri stucchevoli e fini a se stessi: faccia loro il dono di sapere con cognizione di causa come arginare il flusso incontrollato di coloro che continuano ad entrare in Sicilia”.

“Inoltre le chiedo una cortesia in nome dei tanti pendolari in sofferenza sullo Stretto per le estenuanti attese – conclude il Sindaco peloritano. Ripristini almeno altre 2 corse giornaliere: quella mattutina e quella serale sono insufficienti per garantire ai pendolari un dignitoso transito tra le due sponde. Infine, apprendo che ha disposto l’obbligo di indossare le mascherine a tutela della collettività. Le mascherine sono introvabili o reperibili a costi inaccessibili per i meno abbienti. Ha fatto arrivare un carico dalla Cina contenente tonnellate di mascherine: se dobbiamo indossarle obbligatoriamente, per cortesia, ne destini una parte anche ai Comuni. Per Messina ne servirebbero almeno 500 mila”.

 

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