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Il meteo e lo Stretto di Messina. La lezione preziosa di Samuele Mussillo

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In una relazione consegnata nel 2020 alla Protezione civile comunale il “testamento professionale” di Samuele Mussillo

«Con Samuele abbiamo vissuto insieme sempre, per le rispettive competenze, sia in Prefettura al “Ccs” sia al “Coc”, il Centro operativo del Comune di Messina, le situazioni meteo critiche estreme della nostra città, in particolare dall'ottobre 2009 al 2020, cercando di dare sempre le corrette valutazioni sugli eventi attesi al fine di aiutare i decisori nelle scelte più opportune nelle varie situazioni di emergenza».

Non è solo un ricordo commosso, quello che l’ing. Antonio Rizzo, consulente del sindaco per la Protezione civile, fa di Samuele Mussillo, l’esperto di meteorologia scomparso di recente. È piuttosto la volontà di rendere attuale il contributo, scientifico ma animato da una inesauribile passione, di un tecnico come Mussillo in un’epoca in cui, come confermato dalle ultimissime vicende siciliane, i cambiamenti climatici hanno stravolto tutto, imponendo un radicale ripensamento di tutte le politiche territoriali.

Rizzo fa esplicito riferimento all’intervento di Mussillo nel corso di un convegno promosso dai Lions nell’ottobre 2020. «Ritengo che l’analisi esposta quella sera contribuisca ad accrescere la consapevolezza che la città di Messina, in collaborazione con tutte le realtà istituzionali, con le professionalità universitarie del nostro territorio e dei Centri di competenza, possa veramente diventare, come è assolutamente oggi indispensabile, a livello nazionale un modello virtuoso di prevenzione degli eventi estremi per fornire in tempo reale le giuste informazioni alla popolazione». Il convegno venne organizzato nell'ambito della Settimana nazionale della Protezione civile. «Quella relazione mi fu inviata da Mussillo il 27 ottobre del 2020, ancora oggi la leggo e rileggo come strumento preziosissimo di lavoro», afferma Antonio Rizzo.

«Il territorio della provincia di Messina – esordiva così l’esperto meteo, storico collaboratore della Gazzetta e di Rtp – annovera un mesoclima unico rispetto alle altre altre zone della Sicilia con due mari, il Tirreno e lo Ionio e la particolarità dello Stretto di Messina, due sistemi montuosi come i Peloritani e i Nebrodi, caratterizzati da una orografia rilevante e complessa, che influenzano marcatamente le situazioni meteoclimatiche che si presentano durante tutto l’arco dell’anno. I modelli numerici da cui sono elaborati le varie mappe dai più prestigiosi centri di calcolo, sovente, non riescono ad analizzare tutti i particolari parametri che si sviluppano in quest’area, non permettendo ai previsori dell’Aeronautica militare italiana, e di conseguenza a quelli della Protezione civile, di formulare una previsione specifica con sufficiente anticipo e precisione con una maglia più stretta, soprattutto nell’evoluzione delle fasi di severo maltempo. La particolarità delle condizioni meteoclimatiche sulla provincia di Messina e la loro unicità sono esplicitate nella didattica meteorologica, assumendo denominazioni specifiche come “l’effetto Giampilieri”, intendendo la formazione di un sistema temporalesco autogenerante e stazionario su un’area ristretta di pochi chilometri quadrati, “l’Effetto Stau” con le piogge abbondantissime e persistenti lungo il versante ionico da Galati Marina a Catania, con correnti umide sospinte contro i rilievi peloritani e la pedemontana etnea dai venti di Levante (E) e Scirocco (SE). Aggiungo, anche se non l’espliciterò per l’esiguità del tempo a disposizione, l’Effetto Alcantara-Agrò, “l’Effetto tubo di Venturi” all’interno dello Stretto di Messina, l’Effetto Fohn operato dai venti di Ostro (S) e Libeccio (SW), in discesa dai Peloritani verso le coste tirreniche, l’Ombra pluviometrica sulla città di Messina e la porzione settentrionale dello Stretto prodotta dalla presenza dell’Aspromonte, e altre situazioni meno rilevanti ma ugualmente uniche e tipicizzate».

Secondo Mussillo, «l’estremizzazione dei fenomeni atmosferici che si è concretizzata nell’ultimo decennio anche sulla Sicilia e la Calabria» rende «indispensabile, a mio parere, l’allestimento di una Sala operativa meteo nell’ambito dell’area metropolitana di Messina per il monitoraggio dell’andamento e lo sviluppo delle condizioni del tempo, gestita da personale altamente specializzato e con esperienza specifica, inerente questo territorio così fragile e unico. La “mission” della “Sala situazioni”, oltre i fondamentali fini istituzionali, dovrebbe avere tre punti peculiari: 1) le previsioni con maglia ristretta a 3 Kmq, attraverso l’elaborazione di un modello specifico ad area limitata, altrimenti noto come Lam; il monitoraggio e l’analisi in tempo reale dell’evoluzione della perturbazione, denominata internazionalmente col termine di “nowcasting”; lo scambio d’informazioni in tempo reale con la comunità locale, attraverso i social network.

Con il termine “Nowcasting” s’intende il monitoraggio della perturbazione prevista nell’immediatezza dell’evento, con l’analisi previsionale dei possibili ed eventuali severi sviluppi, con un anticipo da 15 a 60 minuti prima dal paventato accadimento, Questo grazie all’esperienza specifica del paraggio. Il previsore, avendo già effettuata l’analisi modellistica delle mappe emesse dai grandi centri di calcolo come l’americana Gfs e l’agenzia europea Ecmwf che prossimamente si trasferirà in Italia con sede a Bologna, grazie all’osservazione in tempo reale delle immagini all’infrarosso e al visibile del Meteosat e alle elaborazioni grafiche in real time del radar meteorologico, monitorerà il passaggio delle aree cicloniche, dei diversi sistemi temporaleschi, i temibili e distruttivi “Autogeneranti” e i “V-Shaped”, delle aree precipitative come piogge, intensi rovesci anche a carattere di nubifragio, grandine o più raramente precipitazioni nevose). Il monitoraggio in continuo permetterà d’individuare il carattere di stazionarietà della perturbazione e la conseguente pericolosità, anche con l’ausilio dei pluviometri installati nei punti più sensibili, che rileveranno la quantità di precipitazione al minuto e l’intensità istantanea di precipitazione elaborata dai software specifici. Queste attività potranno permettere di individuare, con un certo anticipo, le zone anche ristrette, dove si potranno creare le maggiori criticità in caso di eventi meteorologici particolarmente avversi. Inoltre in queste situazioni potranno essere realizzati vari briefing con le autorità in cui si valuterà l’evoluzione dei fenomeni meteorologici in tempo reale e i possibili interventi di salvaguardia, allerta ed eventualmente evacuazione della popolazione».

Mussillo riteneva determinante «lo scambio d’informazioni attraverso i vari social network, che, così come ho avuto modo di verificare personalmente attraverso la pagina Facebook “Atmosphera sullo Stretto” che ad oggi conta 65.000 followers, risulta fondamentale e efficace per l’immediatezza della diffusione di notizie e avvertenze, spesso divulgate in ampio anticipo rispetto ai canali ufficiali. L’annuncio dell’arrivo di un nucleo temporalesco particolarmente intenso in un area ristretta, o la persistenza di intense precipitazioni che vanno assumendo carattere di nubifragio, accompagnato dall’avvertimento di evitare spostamenti o di stazionare all’esterno o in prossimità dei corsi d’acqua, oltre ad avere carattere di prevenzione e fondamentale supporto emergenziale, inducono la comunità ad avere fiducia e infondendo sicurezza nei confronti della complessa macchina organizzativa della Protezione civile, sia essa comunale, provinciale o a competenza regionale. In diversi frangenti , le notizie di straripamenti e di pericoli potenziali sono state date dai follower con dovizia di particolari, corredandoli con foto e video, permettendo di avvertire le autorità competenti e lanciando degli avvisi verso gli abitanti di quelle località per evitare di immettersi sulle strade e autostrade coinvolte da allagamenti e interruzioni per frane o smottamenti.

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