Giovedì, 09 Aprile 2020
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IL CASO

Sea Watch arrivata a Messina: sbarcati i migranti, equipaggio in quarantena sulla nave

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AGGIORNAMENTO DELLE 16.07: I migranti sono sbarcati tutti dalla Sea Watch, ma l'equipaggio della nave resta in quarantena a bordo.
AGGIORNAMENTO DELLE 14.24: Concluse le operazioni si sbarco: sono scesi 194 migranti di cui 144 uomini, 19 donne e 31 minori
AGGIORNAMENTO DELLE 11.20. "Il governo di Roma ha respinto la nostra proposta, autorizzando a Messina lo sbarco dei migranti e la loro sottoposizione a isolamento in un hotspot che le autorità sanitarie hanno dichiarato inadeguato allo scopo. È una decisione grave che non rispetta la dignità dei migranti e le preoccupazioni dei siciliani. Sarebbe stato più umano indirizzare la nave in un porto attrezzato e in un territorio lontano dalla emergenza sanitaria. Ne prendiamo atto". Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.50. “Le autorità hanno predisposto quanto necessario per le procedure di sbarco - fanno sapere in una nota da Sea Watch -. Per ora sappiamo che il nostro equipaggio osserverà un periodo di quarantena a bordo. Le dichiarazioni del presidente Musumeci sono politiche e non ci sono pervenute tramite i canali ufficiali. Sarebbero evidentemente misure disastrose da un punto di vista umanitario e sanitario, e nessuna autorità di salute pubblica potrebbe promuoverle senza la consapevolezza di creare ad hoc le condizioni per una situazione disumana e di precarie condizioni a bordo. La nave trasporta al momento 10 volte il numero regolare di persone previste per quel tipo di unità a seguito di tre operazioni di soccorso che, come ci impone il diritto e le motivazioni della Cassazione sul caso Rackete, possono ritenersi compiute solo una volta avvenuto lo sbarco in un luogo sicuro, che non è la nave”.

AGGIORNAMENTO DELLE 8.36. È arrivata in porto intorno alle 8.30 la nave Sea Watch 3, con a bordo 194 migranti tratti in salvo al largo della Libia. È il primo sbarco a Messina in piena emergenza e psicosi da coronavirus, accompagnato per questo da polemiche, sollevate dal governatore siciliano Nello Musumeci. L’imbarcazione è ormeggiata al Molo Norimberga dove lo spiegamento di forze in campo, rispetto ai precedenti sbarchi, è maggiore. Accoglienza e gestione affidati come al solito a forze dell’ordine, protezione civile, Croce rossa e associazioni di volontariato. Il protocollo concordato in Prefettura prevede, oltre alle attività di routine, accertamenti sanitari specifici dettati dall’emergenza che da settimane preoccupa il mondo intero. Poi il trasferimento dei migranti nell’hotspot di Bisconte, per la quarantena. Quella stessa struttura che Musumeci, fino alla tarda serata di ieri, ha definito “non idonea” e con “criticità igienico-sanitarie”.

***

La Sea Watch con 194 migranti a bordo non può approdare a Messina perché l'hotspot non è idoneo alla quarantena. Non lascia spazio a nessuna possibilità Nello Musumeci, il presidente della Regione Siciliana che ieri ha scritto sull'argomento al premier Giuseppe Conte.

La vicenda è quella della nave della ong il cui sbarco è previsto che questa mattina al molo Norimberga di Messina. Ma il caso è al centro dell'attenzione del gov erano regionale per questione legate all'insorgenza dei primi contagi da coronavirus in Sicilia.

Nella caserma Gasparro Bisconte, si legge nella missiva trasmessa a Palazzo Chigi, "sono emerse rilevanti criticità sotto il profilo igienico-sanitario, in merito all'accoglienza di nuovi migranti".

Musumeci rileva che "il centro di primo soccorso ed identificazione, destinato per legge a una permanenza breve limitata alla identificazione dei migranti, appare strutturalmente incompatibile con l'esigenza del prolungato regime di isolamento a cui dovrebbero essere sottoposti i cittadini non comunitari in arrivo".

Il presidente della Regione ha quindi esortato il premier "a condividere il senso di responsabilità nei confronti della comunità dei siciliani, anche in ragione dell'emergenza nazionale che sta impegnando tutte le nostre strutture sanitarie nella complessa azione di contrasto alla epidemia Covid-19".

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