Domenica, 22 Settembre 2019
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LE DICHIARAZIONI DEL MAGISTRATO

Il Ros, la mancata cattura di Nitto e la versione “ufficiale” smentita

«Tuttavia, la p.g. operante, sebbene avesse avuto la prova incontrovertibile che in quel luogo si nascondesse il notissimo latitante Nitto Santapaola, nulla faceva per procedere alla cattura di un personaggio di così grande rilievo». Ancora: «... Il quadro complessivo, già di per sé abbastanza incerto ed opaco, diviene ancora più fosco se si analizza il comportamento di alcuni appartenenti del tempo alla Sezione Anticrimine dei Carabinieri di Messina, i quali, in quel periodo, si occuparono delle intercettazioni ambientali presso l'ufficio di Orifici Domenico e che, come si è già detto, pur avendo avuto contezza della presenza del Santapaola in località Marchesana di Terme Vigliatore, non procedettero all'arresto di quell'importantissimo latitante». Lo ha scritto l'aggiunto Di Giorgio nella sua richiesta di archiviazione dell'inchiesta "Alfano Ter".

E si tratta di un magistrato che da molti anni si occupa di questo caso, ed ha vagliato migliaia di atti. Ed è il magistrato che parla di una versione “ufficiale” del Ros su Santapaola smentita dalle dichiarazioni successive del maresciallo Giuseppe Scibilia.

Ecco cosa scrive Di Giorgio su questa storia dell'inseguimento: «In realtà, non si è mai compreso per quale motivo le auto del Ros, durante il viaggio di ritorno da Messina verso Palermo, ad un certo punto abbandonarono l'autostrada per imboccare una strada assolutamente secondaria ed appartata come quella di via Censimento, in località Marchesana di Terme Vigliatore; non si è mai compreso come fu possibile scambiare il malcapitato Imbesi Fortunato, un ragazzo di non più di venti anni allora, per il latitante palermitano Pietro Aglieri, molto più grande; ma ciò che più sorprende è la singolare coincidenza costituita dal luogo e dal momento in cui ebbe inizio quel particolare “inseguimento”: la via Censimento in località Marchesana di Terme Vigliatore, un luogo posto, come già detto, a pochissima distanza dal nascondiglio che utilizzava in quei giorni Nitto Santapaola; tutto ciò il giorno immediatamente successivo a quello in cui il Ros, grazie all'estrapolazione della voce di “Zio Filippo” ed alle successive informazioni assunte dal Maresciallo Scibilia, aveva acquisito la certezza definitiva che in quei luoghi si trovava Nitto Santapaola».

Ed ancora, è sempre il magistrato che scrive: «Altri dati altamente contraddittori emergevano, poi, dalle indagini svolte dalla Procura Generale di Palermo nell'ambito del processo di appello Mori-Obinu, che così possono essere riassunti: gli uomini della squadra del capitano De Caprio, che avevano preso parte all'inseguimento del presunto Aglieri, nelle loro relazioni di servizio ammettevano concordemente di non essersi trovati lì per caso, ma di essere stati appositamente convocati e fatti scendere anche da altre parti di Italia per trovarsi quella sera a Barcellona P.G. (così smentendo quanto affermato da De Caprio e De Donno circa un loro passaggio casuale in quel luogo); agli atti veniva rinvenuto un verbale di perquisizione domiciliare eseguito presso la casa di Imbesi Fortunato piuttosto “anomalo”, in quanto privo della firma dello stesso soggetto perquisito, ed addirittura recante la firma di un verbalizzante falsificata (tale Pinuccio Calvi), per come riferito da tale ultimo soggetto, il quale non riconosceva la propria firma».

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