Domenica, 24 Ottobre 2021
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Shakespeare era siciliano, Roberto Vecchioni sposa la tesi e ne parla in prima serata su Rai3

Il racconto dei fatti di costume, cronaca e attualità attraverso poche parole che aiutano a leggere la realtà. Ieri sera alle 20.30 la prima puntata, su Rai3, de “Le Parole”  di  Massimo Gramellini. Assieme a lui il professore Roberto Vecchioni che nel corso delle puntate proporrà anche quest’anno le sue sfide enigmistiche agli ospiti; Veronica Pivetti per parlare di attualità te e, new entry,  Lodo Guenzi,  frontman della band lo Stato Sociale, che porterà il suo sguardo curioso sul mondo del web e dei social. Ci saranno anche Corrado Augias con la sua rubrica La Posta di Augias e l’immunologa Antonella Viola,  voce autorevole  per l’informazione sull’emergenza sanitaria.

Vecchioni: "Shakespeare era siciliano"

E proprio dalla trasmissione di Massimo Gramellini e dal dialogo con Roberto Vecchioni una sorpresa per la città di Messina e per la Sicilia. Proprio il "professore" ha infatti sostenuto la sua tesi, approfondita per tutta l'estate, su una diatriba letteraria che nella città dello Stretto è ben conosciuta: Shakespeare era davvero inglese oppure italiano e precisamente messinese? Parliamo del signor Michelangelo Florio. E Vecchioni ha snocciolato tutti gli elementi degli studi sin qui portati avanti.

Il racconto di Principato a Messina

A Messina se n'è spesso parlato e tra i teorizzatori principali l'architetto Nino Principato, che ne ha parlato anche nel volume "William Shakespeare e la città di Messina. Un mistero lungo quattrocento anni”, nel quale ha offerto più di uno spunto di riflessione sulla collaborazione editoriale tra Michelangelo Florio di probabile origine messinese e del figlio John, che scrivevano materialmente le opere, e l’attore Shakspere di Stratford (editing ribattezzato Shakespeare) e sui rapporti con la città di Messina. La commedia teatrale “Molto rumore per nulla” (titolo originale: “Much ado about nothing”), ad esempio, scritta tra il 1598 e il 1599, è infatti interamente ambientata a Messina e con personaggi tutti messinesi. Shakespeare (o chi per lui) conosceva bene anche la storia romana e, particolarmente, quella messinese. Sapeva infatti che Pompeo aveva soggiornato a Messina nel 36 a.C.. Nella Commedia “Antonio e Cleopatra”, conoscendo questi fatti storici, parla della casa di Pompeo che è a Messina e proprio lì ambienta l’atto II scena I: “Messina. In casa di Pompeo. Entrano POMPEO, MENECRATE e MENAS, in assetto di guerra”.

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