Sabato, 08 Maggio 2021
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Federico Parisi: da Gaggi al mondo, sulle ali di "Uno sguardo"

Il primo singolo del venticinquenne Federico Parisi, unico siciliano a far parte del noto quartetto lirico “The four italian tenors”, è un inno ad un amore giovane e passionale, vissuto nell'incontro di due occhi

«Partire da un piccolo paesino non è mai facile, però non bisogna fossilizzarsi con i luoghi comuni. Il destino dipende dal tuo desiderio di farti valere». Dalla sua Gaggi continua a volare sulle ali di una voce possente e intensa e proprio allo scoccare della mezzanotte di oggi è uscito il suo primo singolo da solista: “Uno sguardo”.
Un inno ad un amore giovane, passionale, ricco di comprensione e complicità, che racconta quanto siano importanti le piccole cose, come due occhi che si incrociano a vicenda. Il venticinquenne Federico Parisi, unico siciliano a far parte del noto quartetto liricoThe four italian tenors”, e che ha incantato con le sue tonalità anche il continente a stelle e strisce, continua il suo sogno coltivato sin da bambino anche grazie al suo maestro e nonno artistico messinese Giovanni Venuti.

«Considero la mia passione per la musica – racconta il giovane tenore – una vera e propria vocazione, perché altrimenti non accetteresti così facilmente i sacrifici, le rinunce e anche le porte in faccia. Sto cercando giorno dopo giorno di costruire un futuro dove la musica possa recitare il ruolo di assoluta protagonista della mia vita. E questo mio primo lavoro da solista rappresenta il coronamento di tanti sacrifici. Un singolo, appunto il mio, che nasce dall’esigenza di raccontarmi e di trasmettere un bel messaggio, cioè quello di portare avanti con coraggio il desiderio di farcela, nonostante tutto».

Il brano è stato scritto da Vincenzo Capasso e Gaetano Marrone, in collaborazione proprio con Federico, e racconta l'amore attraverso melodie che spaziano dal pop alla lirica. Genere che è il vero tratto distintivo del giovane talento siciliano che vanta già un curriculum assai ricco. Nel settembre 2011 ha vinto il premio “Il tenore più giovane d'Italia”, conferitogli dal celebre tenore Pietro Ballo e dal soprano Monica Curth Di Stefano e nello stesso anno è arrivata la sua prima apparizione televisiva al seguitissimo programma Rai “Ti lascio una canzone”. Nel gennaio del 2012 gli è stato assegnato il premio “Città di Taormina”. E dopo numerosi concerti tra Sicilia e Calabria, nel 2014, è stato tra i protagonisti del programma di Canale 5 “Tu si que vales”, condotto da Belen Rodriguez e Francesco Sole. Mentre nell'estate del 2014 ha aperto le date dei concerti di diversi artisti, tra cui Anna Tatangelo, Ivana Spagna e Povia.
«Ho portato in valigia tante soddisfazioni, come l'esibizione della scorsa estate al Teatro Greco di Taormina. Sono reduce da ben 56 concerti in tutta l'America del nord fatti con i miei fratelli artistici, i “The four italian tenors”, ed è stato molto emozionante festeggiare il mio compleanno lì, dove avrei voluto essere, su un palco, e sentire il pubblico intonarmi “tanti auguri a te”. Altra esperienza molto bella quella in Turchia, accolti da un pubblico di diecimila persone. Emozioni che non si dimenticheranno mai».
Le radici comunque restano ben salde: «Io sono molto legato alla mia terra e per questo ho scelto volutamente di valorizzare il mio territorio e far brillare la Sicilia in tutta la sua maestosità girando il videoclip del mio brano nei luoghi dove sono nato e cresciuto. Cartoline di Taormina, Isola Bella, e non solo».
Sui progetti futuri non si sbilancia, per ora pensa a promuovere la sua “creatura”, portando sulla scena un genere che – vedi anche il successo del messinese Alberto Urso – sta prendendo piede sempre di più anche tra i più giovani: «Grazie a “Il Volo” anche tanti ragazzi si sono appassionati al mondo della lirica. E oggi è davvero bello vedere anche i bambini avvicinarsi. La crisi dovuta al Covid ci ha cambiato ma ci ha fatto riscoprire anche il tempo per fare cose nuove». E Federico con il suo “sguardo”, il suo impegno e il suo talento, può essere da esempio per tanti giovani, perché ad ogni avversità bisogna saper reagire

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