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Messina, dall’Oratorio di Giostra al “Premio Samsung”

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«Sono orgoglioso di aver vinto questo premio e ancora fatico a crederci. Da noi spesso non è facile avere una possibilità. Io sono nato a Giostra e sappiamo cosa significa. A tutti i ragazzi di periferia più piccoli di me dico di non mollare mai e di non arrendersi». Giovanni Napolitano, classe 2000, giovane messinese dell'Oratorio di Giostra, ex studente dell’Istituto tecnico industriale “Verona Trento-Majorana”, è uno dei 3 studenti migliori della prima edizione della “Customer Service School”, la scuola gratuita di alta formazione promossa da “Samsung Electronics Italia”, “Randstad Italia” e “Salesiani per il Sociale”, nata per formare specialisti. Una bella opportunità per chi è nato in quartieri difficili dove il degrado fa da padrone e spesso non si intravede la possibilità di dare gambe ai sogni. E tutto è nato perché l'area “corporate” dell'ufficio “fundraising” di “Salesiani per il Sociale” ha avviato una sinergia con “Samsung” e con altre aziende per creare opportunità di formazione e di lavoro per i giovani più svantaggiati.

La passione

Ma chi è Gianni? «Sin da piccolo ho avuto la passione per l’elettronica – racconta – e non ho esitato un attimo a tuffarmi in questa avventura. Alle spalle avevo già maturato un’esperienza di 4 mesi con una ditta specializzata nel montaggio di condizionatori». Il giovane ha avuto la possibilità di partecipare a questo “contest” grazie all’Oratorio e all’associazione “Don Bosco San Matteo”. «Alla selezione eravamo 20 ragazzi provenienti da tutta la Sicilia. Ho fatto un test d’ingresso e come si dice dalle nostre parti “m’annau bona” ». Il tempo del grazie è scandito da nomi e volti che hanno reso possibile ciò, il vecchio parroco don Domenico Muscherà, la nuova guida spirituale don Gabriele Cardaciotto, e poi Marica Santoro e Donatella Inferrera: «L’iniziativa è bellissima – continua – perché dà la possibilità di mettersi in gioco a tutti i ragazzi che nascono nelle periferie e di avere una possibilità di riscatto. E da noi spesso non è facile».

L'angelo custode

Gianni la sofferenza l'ha sperimentata presto. Sua mamma Gisella è volata via quando aveva 17 anni e oggi è inevitabile pensarla come angelo custode: «Lei – ricorda con amore – è la mia guida e mi segue in ogni singolo passo che faccio e con la sua assenza ho scoperto ancora di più l'Oratorio di San Matteo e tutte le persone incrociate lì mi hanno sempre seguito e stimolato a fare bene quando ero preso da tanti momenti di sconforto. E mi hanno fatto capire che avevo delle capacità e delle potenzialità accantonate dopo il diploma». Il giovane tira un sospiro di sollievo quando pensa ai suoi anni di adolescenza dove la strada era una costante e quello spazio fuori dalla chiesa è diventato la sua casa che lo ha visto allenare tanti bambini a fare goal tra il fragore generale. Un sogno per lui che sognava di diventare calciatore: «Un ambiente sano come l’Oratorio – precisa– ti può salvare e per questo vorrei invogliare tutti i ragazzini a frequentare un ambiente così familiare e bello. Io ad esempio stavo sempre lì e tornavo a casa solo per dormire. Lì mi hanno salvato e mi hanno aiutato tutti: dai volontari ai “don” che sono passati in quegli anni, fino ai tirocinanti e alle persone del servizio civile che ci lavoravano. Ma anche le mamme e i bambini che mi hanno sempre coccolato».

La borsa di studio

Una vera e propria scuola quella della “Samsung Customer Service School”, progetto nato con l'obiettivo di sostenere l'auto-imprenditorialità e fornire le competenze tecniche e relazionali per poter gestire in autonomia i centri di assistenza specializzati Samsung. Gianni si è aggiudicato una borsa di studio del valore di 2.000 euro, che include l'iscrizione gratuita al corso per ottenere il patentino F-Gas. Entusiasmante è stata la formazione di 100 ore all'Academy. «A Milano – conclude il giovane – c’è stata la premiazione e spero che Samsung possa aprirmi scenari importanti. Io intanto darò sempre il massimo».

© Riproduzione riservata

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