Domenica, 05 Dicembre 2021
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Iacomini (Unicef) agli studenti: "Informatevi, raccontate, agite e aiuterete tutti i bambini del mondo" FOTO

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Siate temerari, abbiate il coraggio d’inseguire i vostri sogni scrutando tutto quello che accade attorno a voi; non vi viene chiesto di diventare paladini dei diritti dei bambini scendendo in piazza, ma di osservarli informandovi, è il modo migliore per iniziare a conoscere questa realtà. Potete aiutarci a sensibilizzare la società civile continuando a disegnare, scrivere, raccontare; così in futuro sarete pronti a tendere la mano ai vostri coetanei sparsi per il mondo che hanno bisogno”.

Un appello appassionato quello del portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini ai giovani e in particolare agli studenti di Noi Magazine, protagonisti di un intenso percorso d'impegno e attenzione all'attualità. Ragazzi e ragazze che sono “la migliore assicurazione sul futuro, testimoni straordinari di un’epoca difficile, spettatori di un fenomeno epocale - la pandemia - una battaglia interiore non facile che loro ancor più degli adulti hanno combattuto fra le mura domestiche”, e che hanno avuto il privilegio di ascoltare il racconto di un uomo, un tempo anche lui bambino, figlio e oggi padre, un giornalista impegnato fin da giovanissimo come volontario e attivista nel mondo dell’associazionismo scoutistico, politico e sociale all’interno di un’organizzazione che da 75 anni opera in tutto il mondo per la cura, la protezione, la salvezza di bambine e bambini che vivono condizioni estreme di disagio.

Un compleanno speciale che Società Editrice Sud ha voluto festeggiare invitando il portavoce dell’Unicef a dialogare con studentesse e studenti delle scuole messinesi e calabresi nel corso del consueto appuntamento settimanale di GDS Academy, nell’ambito del progetto Gazzetta del Sud in classe con Noi Magazine. Una straordinaria storia di bellezza e umanità iniziata nel 1989 con l’approvazione da parte dell’Onu della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, grazie alla quale per la prima volta i minori diventavano soggetti privilegiati e titolari di diritti.

Erano anni di grandi cambiamenti geopolitici che ridisegnavano il concetto di libertà (il crollo del muro di Berlino), anni in cui informarsi non era “semplice e immediato” come lo è oggi, soprattutto per un adolescente immerso nello svago della sua età, richiamato dalla mamma che ogni mattina lo svegliava portandogli in camera un giornale. Eppure quella Carta, il trattato più ratificato al mondo (in Italia dal 1992) nel quale si dice che i bambini vanno protetti da ogni forma di violenza, razzismo, disuguaglianza, povertà, fame, malattie, è anche la più violata. Riconoscendo i progressi fatti dal mondo occidentale in termini legislativi (in sinergia con i Governi, i garanti per l’infanzia e tutti gli altri stakeholders), Iacomini ha ripercorso l’intenso e capillare impegno dell’Unicef per ridurre nei paesi sottosviluppati il tasso di mortalità infantile (passata da 10 milioni di individui nel 1990 ai 5 milioni attuali) con la distribuzione di farmaci, alimenti terapeutici e vaccini, ma anche di libri, materiale didattico e la disponibilità di docenti per elevare il tasso di scolarizzazione, portare l’acqua potabile; il portavoce di Unicef Italia ha però ribadito quanto ancora ci sia da fare per i bambini che trovano la morte in mare, costretti a fuggire coi i genitori da povertà e guerra sui barconi, o per catastrofi ambientali (un rischio che esiste in 33 paesi del mondo), che vivono ai confini dell’Europa al gelo, senza una fissa dimora, bambini cui ancora viene negato il diritto allo studio, vittime della malnutrizione (sono 140 milioni quelli cronici e 50 milioni quelli in fase acuta) e delle guerre che ancora affliggono molte parti del mondo o vittime del disagio psicologico determinato dal Covid che ha peggiorato le condizioni già indigenti di tantissimi bambini: per tutti Iacomini ha richiamato l’attenzione degli studenti al fatto che “tutto questo non avviene lontano da noi”, chiedendo loro di non rimanere insensibili (“assuefatti”) all'esigenza dell’accoglienza, negata a tanti loro coetanei.

Accolto dalla giornalista Natalia La Rosa, responsabile del progetto, che in collegamento dall’auditorium di Gazzetta del Sud ha portato il saluto del presidente e direttore editoriale della Ses Lino Morgante, Iacomini ha risposto alle domande degli studenti e delle studentesse dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII di Messina diretto dalla preside Daniela Pistorino, Macrì di Bianco (Reggio Calabria) diretto dalla prof.ssa Antonella Zurzolo, Montalto Taverna di Montalto Uffugo (Cosenza) diretto dalla prof.ssa Gemma Faraco, e di Ricadi (Vibo) diretto alla prof.ssa Maria Salvia, incuriositi dalla scelta di campo del giornalista che ha girato il mondo incrociando gli sguardi e i volti di tanti bambini come quello di suo figlio, “prestando la voce al racconto di storie che ti cambiano la vita”.

“Sono solo un cantore delle gesta di tanti colleghi impegnati nei luoghi del disagio” ha detto, ammettendo di essere stato “un ragazzo che guardava tanta tv, era spensierato, sognava”, per poi ritrovarsi “catapultato in una realtà inimmaginabile”; ancora oggi quando torna a casa, non può fare a meno di ripensare alla “straordinaria capacità di resilienza di questi bambini in mezzo al fango e agli escrementi, per strada fra le bombe che cadono dal cielo, che sanno ancora sorridere”. Al webinar, trasmesso in diretta sul canale YouTube di Gazzetta del Sud, sono intervenuti la presidentessa nazionale Unicef, la siracusana Carmela Pace, il presidente regionale di Unicef Sicilia Vincenzo Lorefice, la presidentessa della sezione provinciale di Messina Angela Rizzo Faranda e il garante per l’infanzia della Città metropolitana di Reggio Calabria Emanuele Mattia, volontario Unicef. Mattia ha richiamato l’articolo 31 della Carta dei diritti dell’infanzia, in particolare il gioco che, “assieme all’arte e alla cultura è antidoto essenziale a ogni forma di violenza e prevaricazione”.

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