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Consumi, scatta l'allarme a Messina: “Pandemia e rincari devastanti”

Come se la pandemia non avesse procurato ferite ancora sanguinanti nel tessuto imprenditoriale, arrivano i rincari da capogiro delle materie prime che si riflettono drammaticamente sia sulle tasche degli imprenditori che dei consumatori finali.

Confesercenti Messina e Federconsumatori Messina uniscono le loro voci per lanciare un grido d’allarme.

Secondo uno studio di Confesercenti a livello nazionale il nuovo rallentamento innescato dalla quarta ondata e dall’aumento dei prezzi dei beni energetici potrebbe mettere a rischio, nel solo primo trimestre del 2022, circa 6,4 miliardi di euro di spesa: una stangata che farebbe ripiombare i consumi ai livelli del secondo trimestre dello scorso anno, cancellando di fatto tutta la ripresa maturata nella seconda parte del 2021 e spostando dalla fine del 2023 all’inizio del 2024 il recupero dei livelli pre-pandemici.

A questi dati fanno eco quelli dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori che ha calcolato l’impatto che il 2022 avrà sui conti delle famiglie con un aggravio valutato in 1.228,80 Euro annui.

Il caro bollette farà la sua parte, nonostante gli interventi del Governo. Si stima infatti un incremento del +41,8% per il gas e +55% per l’elettricità, che incideranno pesantemente sui bilanci familiari, portando la spesa annuale per la bolletta elettrica per un famiglia-tipo a 823 euro, con una variazione del +68% rispetto allo scorso anno. I rincari dei prezzi dell’energia si abbattono anche sulle imprese e con un preoccupante effetto domino investono i costi di produzione e dunque l’aumento delle materie prime, in particolare nel settore alimentare.

Imprese e consumatori rappresentano dunque due facce della stessa medaglia, accomunati da una crisi che non conosce battute d’arresto. Un quadro che evidenzia quanto sia indispensabile attuare interventi strutturali evitando le misure spot, che non fanno altro che aumentare l’incertezza per cittadini e imprese, condizionando le loro scelte.

In tale ottica- osserva il presidente di Federconsumatori Messina Giuseppe Abate- è indispensabile prevedere misure proporzionate alle condizioni delle famiglie, non facendo pesare gli oneri e la tassazione su tutti gli utenti nella stessa misura, ma prevedendo una progressività in base al reddito, anche attraverso detrazioni proporzionali. Riteniamo urgente-prosegue- un intervento del Governo teso a ristabilire equità, modificando la manovra fiscale in modo da favorire realmente le fasce di reddito meno abbienti ed arginare in maniera efficace e duratura il caro energia per le famiglie. Al contempo è fondamentale che le Autorità competenti ed il Governo mettano in atto un monitoraggio attento dei prezzi, specialmente nel settore dell’energia e dell’alimentazione (quelli maggiormente interessati dai rincari): ogni fenomeno speculativo sarebbe infatti intollerabile”.

Il presidente di Confesercenti Messina Alberto Palella fa il punto sugli aiuti del Governo alle imprese. ”Le ultime risorse stanziate-commenta- sono insufficienti per arginare la situazione debitoria che le aziende si portavano dietro dalle altre ondate pandemiche e che oggi, con la variante Omicron, è degenerata. Speravamo nel Natale per risollevare i conti, ma anche il periodo festivo si è rivelato un grande bluff in tutti i settori e adesso la nuova spada di Damocle dei rincari. Il quadro è completo se si pensa che per molti comparti non è stata rinnovata la cassa integrazione, mentre il fisco è tornato a battere cassa facendo fioccare cartelle e a marzo termineranno i 2 anni di pre ammortamenti dei finanziamenti concessi dalle banche con la garanzia dello Stato e si dovranno pagare le rate per intero. Il tutto crea un mix esplosivo.

Occorre che il Governo nazionale e regionale e l’Amministrazione comunale, ciascuno per le proprie specifiche possibilità di manovra- conclude- trovino risorse che non siano sterili palliativi, ma che fungano da sostegno concreto a tutte quelle Pmi che subiscono dall’inizio della pandemia e per cui quest’ultima ondata potrebbe significare chiudere definitivamente. Il baratro è dietro l’angolo”.

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