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Messina, viadotto Ritiro: riaperta la corsia lato valle. Il prossimo step a settembre

Si continuerà a viaggiare su una sola careggiata, ma la struttura è completamente rinnovata e sicura. Adesso gli operari si dedicheranno alla corsia lato monte, Villafranca verso Messina

Adesso si vede la luce in fondo... al viadotto. L’inaugurazione della carreggiata lato valle del “Ritiro” dà la plastica sensazione che, finalmente, l’opera possa essere vicina alla sua conclusione. Era l’agosto del 2012 quando scattò la prima riduzione della carreggiata per via delle condizioni strutturali ritenute non soddisfacenti dal Genio Civile dopo uno studio dell’Università di Messina. A Natale del 2014, furono aggiudicati i lavori alla Toto Costruzioni per un valore di 43 milioni di euro. Ad aprile 2016 la consegna dei lavori all’azienda abruzzese che però li avviò concretamente solo nel novembre 2017. Cinque anni dopo, tre presidenti della Regione dopo e con 12 milioni in più di spese, ecco che la prima metà del ponte che passa a sessanta metri d’altezza sul quartiere di Ritiro, è pronto.
Ieri mattina, alle 12,30 le prime auto hanno potuto percorrerlo. Non è ancora la fine dei disagi per gli automobilisti ma si ha davvero la sensazione che ci si stia risvegliando dall’incubo del “Ritiro”.

Chi viaggia verso Palermo da ieri non passa più sulla bretella che porta allo svincolo di Giostra ( è rimasto chiuso per chi proviene dal Boccetta) ma attraversa i 925 metri del viadotto ricostruito presso che per intero. Una corsia aveva a disposizione prima e una corsia ha ancora adesso a disposizione perchè l’altra deve essere lasciata libera per la sicurezza di un altro cantiere, quello del bypass della galleria Baglio.

Le prossime scadenze

Sono quelle che ha dettato ieri l’assessore regionale Marco Falcone in sopralluogo al viadotto al momento dell’apertura. La fine dei lavori è stata programmata per il mese di novembre, con alcuni step intermedi. Il più importante riguarda proprio il bypass “Baglio”. È la discesa realizzata sempre dalla Toto Costruzioni che collega la carreggiata che porta a Messina con quella che conduce a Palermo. Sarà completata poco prima di Ferragosto. Poi scatteranno i collaudi e a fine mese o ai primi di settembre potrà essere utilizzata. Servirà a lasciare libera la carreggiata lato monte ( quella che porta a Messina) consentendo di completare anche l’altra metà del viadotto Ritiro e così completare l’opera. «Dunque dai primi di settembre finirà anche il disagio di dover attraversare tutto lo svincolo di Giostra e poi risalirlo per proseguire verso Boccetta – spiega Marco Falcone – Tutti i mezzi per i tre mesi successivi viaggeranno sul viadotto inaugurato ieri, per l’ultima volta su una sola corsia, guadagnando tempo. Poi a novembre sarà tutto concluso». A settembre anche l’uscita di Giostra sarà utilizzabile per chi viene da Boccetta, ma non chi arriverà da Villafranca. E questo proposito va detto che quello svincolo, specie nella parte più vicina alla rotatoria è in condizioni inqualificabili. L’asfalto è crepato, si sono create dei profondi avvallamenti e delle profonde buche. La rampa in salita è stata ripavimentata dal Cas, quella in discesa reclama cure immediate.

Un’opera interminabile

Cinque anni dopo il viadotto Rititro è arrivato al 92% della sua ricostruzione. «Abbiamo saldato all’azienda – dice Falcone – 47 milioni sui 52 del contratto. L’accelerazione è avvenuta negli ultimi due anni su un cantiere che era una grande incompiuta dell’intero Paese e che ora stiamo portando a termine. Un cantiere travagliato e che è passato, solo nell’ultimo periodo dalla pandemia al caro materiali. Nonostante questo è vicino al traguardo, grazie al lavoro fatto dal Cas che si è sobbarcato anche una perizia di variante di 12 milioni di euro» Il presidente del Consorzio, Franco Restuccia con la consigliera Chiara Sterrantino sottolineano come la costanza dell’impegno del Cas abbiano fatto rimettere in carreggiata il cantiere. E sull’argomento interviene anche il prossimo consigliere comunale di Prima l’Italia Giuseppe Villari: «In 14 mesi è stato costruito il ponte Morandi a Genova, qui siamo all’apertura della prima carreggiata dopo tanti anni. E’ iniquo, come il fatto che si debba pagare il pedaggio sulla tangenziale se si utilizza Ponte Gallo».

 

 

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