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Messina, omicidio Musarra: inflitto l'ergastolo all'ex compagno Cristian Ioppolo

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Ergastolo per il 28enne Cristian Ioppolo, accusato d'aver ucciso la sua compagna ventinovenne Alessandra Musarra, nell'abitazione della donna, in contrada Campolino di S. Lucia sopra Contesse, nel mese di marzo 2019, alla vigilia della Festa della donna. La corte d'assise gli ha inflitto la pena più dura prevista.

Ergastolo è la condanna che il pm Marco Accolla aveva richiesto a giudici e giurati il 21 aprile scorso, dopo un’ora e mezza di requisitoria. Il pm aveva detto tra l'altro che in questa vicenda «non c’è alcuna alternativa plausibile» a quanto è accaduto, e non c'è nemmeno un’alternativa al massimo della pena in quanto ci troviamo di fronte ad un delitto connotato da inaudita crudeltà. Stamane, prima della sentenza, l’aula dell'assise è stata dedicata all’intervento del difensore di Ioppolo, l’avvocato Alessandro Billè.

Sul tema dei risarcimenti giudici e giurati hanno stabilito una serie di risarcimenti in sede civile e “provvisionali” (risarcimenti immediati) ai familiari. Sono numerose le parti civili, tra parenti della vittima e associazioni, che hanno preso parte al processo. E sono stati parecchi i legali impegnati in prima linea su questa tragica vicenda, per i familiari gli avvocati Oleg Traclò, Antonio Centorrino e Maria Gianquinto, che rappresenta come parte civile anche il Cedav, e poi l’avvocato Cettina La Torre, che assiste anche l’associazione “Al tuo fianco”. E poi l’associazione “Una di noi” con l’avvocato Cettina Miasi, la onlus “Pink Project” con l’avvocato Cristina Manfredi Gigliotti, e l’associazione “Evaluna” con l’avvocato Rosaria Chillè. Ma a quanto pare per tutte le associazioni coinvolte nel processo la corte non ha concesso alcun risarcimento, associazioni che in alcuni casi avevano chiesto cifre simboliche. Se ne saprà certamente di più sul perché, con il deposito delle motivazioni.

Ripercorriamo alcuni passaggi dell’ultima perizia medico-legale sulla vicenda, affidata dalla corte d’assise al medico legale romano Leonardo Grimaldi dopo i contrasti sorti tra i vari consulenti nel corso del processo: «In definitiva tutti gli elementi anatomopatologici a disposizione convergono in modo univoco verso una diagnosi di morte per asfissia meccanica violenta da strozzamento con segni anche di soffocazione, ed escludono altre dinamiche letifere». La povera Alessandra quindi è stata strozzata. Ed ancora, altro passaggio importante: «Dall’esame degli atti - ha scritto ancora il dott. Grimaldi -, non risulta evidente uno stato di malnutrizione e neanche di anemia della Musarra». Un altro tassello della perizia: «... l’enfisema polmonare... è stato causato dagli sforzi espiratori compiuti dalla vittima durante l’azione omicidiaria ostacolati dalla occlusione delle vie respiratorie, e testimonia di un’azione relativamente prolungata su un soggetto vitale».

Nel novembre scorso erano stati giudici e giurati della corte d’assise ad assegnare una nuova perizia, ovviamente in base alla documentazione che è agli atti del processo, sulle cause della morte della povera Alessandra, che era stata affidata al dott. Leonardo Grimaldi, un noto medico legale romano. Questo soprattutto perché nelle udienze precedenti c’erano stati parecchi contrasti tra i medici legali che erano stati chiamati dalle varie parti processuali impegnate nella vicenda, tra accusa, difesa e parti civili.

 

 

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