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STORIE MESSINESI

Francesco, il fotoreporter di Messina: "Saper cogliere la vita tutta in uno scatto"

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Classe 2000 e fa già parlare di sé. Intanto è stato selezionato tra i 10 migliori contest a Praga
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Francesco La Rosa. "Amo la mia città, ma voglio crescere ancora"

C'è un' immagine emblematica, segno dei tempi che stiamo vivendo. Lo scenario è Ponte Carlo, nel cuore di Praga, svuotato della sua anima nel primo lockdown. Senza artisti di strada che si esibiscono al fianco di musicisti, mentre turisti di tutto il mondo e cittadini camminano l'uno accanto all'altro. Cristallizzato, in un click, un capo chino che fissa il vuoto.

Autore dello scatto, selezionato tra i 10 migliori in un contest in Repubblica Ceca, è il giovane fotografo messinese Francesco La Rosa, classe 2000, che sogna di fare il fotoreporter accanto ai giganti della fotografia. E che nel frattempo, con l'audacia di chi sa che nella vita "chi si ferma è perduto", si butta a capofitto in mille avventure collezionando esperienze importanti, come quella in Formula 1.

«Amo la fotografia da sempre – racconta Francesco –, sin da bambino ho iniziato a familiarizzare con il rullino prima, con le macchine digitali poi, fino a quando a 14 anni ne ho comprata una per sperimentare e scovare la bellezza messinese. La passione procedeva con gli studi. Ho frequentato il liceo linguistico al Bisazza, studiando bene le lingue e conseguendo anche qualche certificazione extrascolastica. Dopo il diploma mi sono iscritto in Scienze politiche e Relazioni internazionali, e subito dopo il primo anno ho fatto domanda per fare l'Erasmus a Praga».

Il giovane, però, che ama sempre stare un passo in avanti, ha sfruttato l'occasione per cominciare a lavorare all'estero: «Amo non fermarmi e credo che allo studio nella vita sia necessario affiancare altro, e per questo volevo rendere produttivo il mio periodo all' estero. E dopo essermi ambientato, ho deciso volutamente di fare amicizia con persone del posto che lavorassero nel mio stesso ambito, quello fotografico, o che semplicemente avessero la mia stessa passione per lo scatto».

Francesco così ha iniziato a fare foto per feste e giornali, proponendosi con il suo portfolio popolato da scatti di paesaggi e reportage: «L'ambiente lì era molto stimolante e soprattutto gli eventi si susseguivano a ritmo continuo. Lì ho avuto modo di conoscere un giornalista con cui siamo diventati amici che lavorava per Česká televize , una tv ceca che mi ha aperto un mondo. E con la mia macchina fotografica ho cominciato ad immortalare la vita».

Un bel posto, la capitale ceca, dove cogliere gli attimi vissuti al parco in una giornata che ti sorrideva con i colori al tramonto o gli operai in sciopero in una giornata di protesta per rivendicare un diritto negato: «La fotografia alla fine non ha limiti, ma non pensavo che mi sarei potuto spingere a fare tante cose, anche se in cuor mio, ho sempre coltivato il desiderio di migliorarmi. L'occasione della Formula 1 si è presentata, con grande sorpresa. Ho conosciuto infatti un altro giornalista che seguiva le quattro ruote per una testata sportiva e mi ha detto che avevano bisogno di un fotografo in Spagna a febbraio dello scorso anno. Mi sono proposto e sono volato felicemente godendo di una situazione davvero unica a vent'anni. Il primo giorno ti danno la casacca da fotografo e il pass, e devi raggiungere il posto delle presentazioni. Praticamente mi sono ritrovato a chiedere in spagnolo informazioni sulla destinazione. Ed era divertente sentirsi dire in questo siparietto senza fine “Sei tu il fotografo”. E dopo pochi minuti vedere Charles Leclerc a pochissimi centimetri di distanza. Uno shock bello».

Ma essendo studente di scienze politiche un altro evento lo ha veramente emozionato, vivere la protesta del movimento “Black lives matter”: «Sicuramente è uno dei miei reportage più toccanti a seguito delle discriminazioni razziali americane che sono riesplose dopo il caso di George Floyd». Il giovane continua a studiare e sogna di vivere di questa sua passione che gli regala grandi emozioni. Anche se è consapevole che a Messina non sarà semplice: «Amo la mia città – conclude – ma voglio crescere ancora.

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