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Divieto della sperimentazione del 5G a Messina, De Luca firma l'ordinanza

L’aveva preannunciata, e adesso l’ha firmata. Il sindaco De Luca ha messo nero su bianco l’ordinanza con cui dispone “il divieto, in applicazione del principio di precauzione sancito e riconosciuto dall’Unione Europea, a chiunque di sperimentare, installare e diffondere sul territorio del Comune di Messina impianti con tecnologia 5G in attesa di dati scientifici più aggiornati fra i quali la nuova classificazione della cancerogenesi delle radiofrequenze 5G annunciata dall’International Agency for Research on Cancer e prendendo in riferimento i dati scientifici più aggiornati e già disponibili sugli effetti delle radiofrequenze, che evidenziano l’estrema pericolosità per la salute dell’uomo”.

È lunga la premessa del provvedimento del sindaco, che si riassume nel fatto che “nonostante la sperimentazione 5G sia stata già avviata, non esistono studi che, preliminarmente alla fase di sperimentazione, abbiano doverosamente fornito una valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivante da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di milioni di nuove antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi su quelle esistenti”.

Vengono citati diversi studi e direttive, gli ultimi dei quali sono uno studio del marzo 2018 condotto in Italia dall’Istituto Ramazzini di Bologna e una nota proprio di tre giorni fa dell’Arpa Sicilia che, pronunciandosi sulla richiesta avanzata da Wind Tre Spa, “visto che al momento la normativa sulla tecnologia trasmissiva m-MIMO tipicamente utilizzata dal 5G, sia tecnica che legislativa, è in itinere ed è opportuna una valutazione continua in attesa della normativa di merito” ha rilasciato un parere “subordinato, a seguito delle simulazioni svolte da questa Agenzia, alla verifica post attivazione da parte di Arpa Sicilia dei valori di campo elettrico prodotti nell’edificio ubicato a circa 15 m di distanza e a Nord dell’impianto e sue pertinenze esterne”.

Per De Luca quest’ultimo parere “conferma la mancanza di un adeguato studio preliminare e di una sperimentazione che sia stata condotta per un tempo sufficiente ad acquisire i valori di campo elettromagnetico generati dalla nuova tecnologia”.

© Riproduzione riservata

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