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Messina, De Luca ko in consiglio comunale: bocciato il piano di liquidazione di Atm

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Una maratona d’aula, una serie di colpi di scena e un finale con “giallo”. Il consiglio comunale di Messina, con 12 astensioni e 11 voti favorevoli, ha bocciato il piano di liquidazione di Atm.

Infliggendo la prima vera sconfitta politica al sindaco Cateno De Luca, che però, pur incassando il colpo e lasciando intendere che potrebbero esserci delle conseguenze da qui ai prossimi giorni, una volta capita la “piega” che avrebbero preso i lavori, ha iniziato a smorzare il valore della delibera stasera in votazione. “Qualunque sia il voto non mi interessa, questo è un passaggio che non vale niente”.

E qui c’è il giallo finale: secondo la teoria esposta in aula dal sindaco e dal segretario generale, essendo il voto di stasera una semplice presa d’atto, nonostante la bocciatura la liquidazione andrà avanti secondo questo piano.

Un piano non condiviso dal consiglio comunale ma, a quanto pare (ma c’è da giurare che ci saranno strascichi e approfondimenti nei prossimi giorni), ancora in vigore. Il colpo di scena è maturato col passare delle ore e intervento dopo intervento ha assunto contorni sempre più chiari.

La compattezza di Pd e M5S, l’assenza di Sicilia Futura e la spaccatura interna al centrodestra sono stati gli ingredienti del primo, vero, “schiaffo politico” al sindaco De Luca in aula. Il dibattito è durato cinque ore, ai consiglieri del Pd Felice Calabrò e Antonella Russo è spettato il compito di “smontare” vari punti del piano di liquidazione, di mezzo c’è stata anche la lunga diatriba giuridica con il segretario generale a proposito, appunto, della correttezza della procedura seguita e della distinzione tra presa d’atto e approvazione dell’atto.

Ad incidere, soprattutto sulla spaccatura nel centrodestra dove determinanti sono state le astensioni di Giovanni Scavello e Giandomenico La Fauci, anche le dichiarazioni dai toni forti fatte nei giorni scorsi da De Luca, quando ha fatto intendere che tra i consiglieri ci fossero “ricattatori” che andrebbero “presi a calci in c...”.

Tutto ciò ha portato all’esito del voto finale: 12 astensioni, 11 voti favorevoli, delibera respinta. Il piano di liquidazione è stato bocciato. Per certi versi anche De Luca viene bocciato.

E l’intervento finale del sindaco va in questo senso: “Da domani ci sono altri atti importanti da votare, se i numeri del Salva Messina vengono a mancare devo dire all’aula che non possiamo andare avanti. La città di Messina non si può permettere una guida precaria”.

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