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Orgoglio messinese: la città riparte dal Teatro con "Molto rumore per nulla" FOTO

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Molto rumore per... tutto. Tutto il tempo che ci era stato negato, tutta la magia del palco, tutte le luci, tutte le emozioni, tutti i sorrisi, tutti gli applausi. Signore e signori, è tornato il Teatro. Ed è un ritorno che ci rende ancor più orgogliosi perché è tutta farina del sacco di questa città, di una lungimirante scelta strategica – quella dell’Ente Vittorio Emanuele che produce di nuovo spettacoli –, di un regista, come Giampiero Cicciò, che ormai si conferma in assoluto tra i più bravi registi teatrali italiani, di talenti coltivati in casa, come le attrici e gli attori di un cast tutto messinese.

Le cose non accadono mai per caso. Nel periodo peggiore per tutti noi, nel bel mezzo della pandemia, mentre il mondo dello spettacolo si fermava, paralizzato e impotente, senza alcuna certezza per il suo futuro, i vertici dell’Ente Teatro programmavano la svolta. «Torniamo a produrre, investiamo di nuovo sui nostri talenti», si sono detti il presidente Orazio Miloro, il sovrintendente Gianfranco Scoglio, i due direttore artistici Simona Celi e Matteo Pappalardo, i componenti del Cda del “Vittorio Emanuele”. E quello a cui un pubblico, felice ed entusiasta, ha assistito nella serata del debutto, è il frutto di un lavoro durato più di un anno. Estro, fantasia, creatività ma anche tanta fatica, dubbi, incertezze, paure di sbagliare. Un azzardo, sicuramente, come lo è ogni scelta coraggiosa, perché è molto più facile gestire burocraticamente il “tran tran” quotidiano, che non inventarsi nuovi percorsi. “Chapeau”, a tutti quelli che ci hanno creduto, a tutti quelli che hanno lavorato per questo risultato straordinario.

E sarà pure peccato di provincialismo, questa esibizione di orgoglio messinese, ma ogni tanto è giusto che venga a galla, dalle viscere più profonde di una comunità che, troppo spesso, indulge al pessimismo cosmico, all’autocommiserazione, al vittimismo che diventa un alibi per l’inerzia e la rassegnazione. Non siamo i migliori in Italia, non siamo la città più bella, ma neppure la più brutta, neppure siamo i peggiori. E sappiamo essere bravi, come questo regista, come questa compagnia teatrale riunita in via eccezionale, che hanno saputo far tornare il Teatro a Messina. E con il Teatro, per qualche sera è tornato a “casa” anche il buon Guglielmo, quel William Shakespeare che, al di là delle dispute sulle sue possibili origini messinesi, questa meravigliosa e immortale commedia l’ha ambientata davvero in riva allo Stretto. E allora, che sia benedetto questo “Molto rumore...”.

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