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LA KERMESSE

Viaggio dentro la famiglia: la saga dei Dos Santos a Taobuk

di
taobuk, Romana Petri, Messina, Cultura
La scrittrice Romana Petri

Lisbona è una città sul confine geografico tra terra e oceano, tra realtà e immaginazione. E di questa città, della sua luce, si è perdutamente innamorata, già al primo viaggio, la scrittrice Romana Petri, ospite di Taobuk. La vista sul Tago è una costante dei suoi romanzi, anche dell’ultimo, “La rappresentazione”: «Ci tengo però a precisare che, nonostante la famiglia Dos Santos sia protagonista di tre miei lavori, si tratta di opere a sé stanti, collegabili ma slegabili. Mi piacciono le saghe, non mi permetto però di obbligare il lettore a leggere tutto, preferisco proporgli libri che iniziano e finiscono». Ma la storia continua: «È già pronta l’impalcatura del quarto romanzo con i Dos Santos, ambientato tra Lisbona e Roma». Ammette una certa dipendenza dalla famiglia Dos Santos: «Sono legata all’indolente e insoddisfatto Vasco, a sua moglie, la pittrice italiana Luciana Albertini, che esiste davvero ed è una mia amica, e al suo “eterno” cane Barabba. Vasco soffre di quel morbo che affligge molti uomini quando hanno accanto donne di successo: l’invidia. L’Albertini, che vive circondata da questo nucleo di squali, si salva da tutta la glacialità che la assedia grazie all’arte. Ma i suoi dipinti sconvolgono i Dos Santos, lì rappresentati in modo irriverente, grottesco e affatto formale».
Parenti particolari, insomma, di cui la Petri rivela le zone più oscure con chirurgica precisione: «Una famiglia sentimentalmente anoressica, dove le emozioni sono sinonimo di debolezza e dove ciò che conta è la forma, è il dovere di rappresentare una famiglia anche se la famiglia, in realtà, non esiste. Un aspetto molto portoghese. Il Portogallo è un paese straordinario: ha profumi e colori mediterranei, ma è abitato da una popolazione di indole… nordica». «Famiglie, vi odio», ha detto qualcuno: «Personalmente penso che troppa famiglia faccia male, i nostri mali nascono da zero ai dieci anni perché in questo arco di tempo si forma tutto, ed è l’età in cui la famiglia ha grande influenza su ogni essere umano. E può far danni».

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