Domenica, 17 Novembre 2019
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L'APPUNTAMENTO

Il volume su Scibona, una gemma: presentazione all'università di Messina

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Il compendio di un'esistenza. Quella del grande archeologo messinese Giacomo Scibona, a cui si deve ogni rilevante scoperta in tutto il territorio di Messina nel corso dell'ultimo cinquantennio. A dieci anni dalla sua scomparsa la moglie, la prof. Concetta Giuffrè, ha completato quel compendio dell'esistenza che è divenuto con il passare del tempo la sua ragione di vita.

E adesso che è finalmente edito, grazie alla Società messinese di Storia patria, questo splendido volume ricco di studi e di ricordi su Giacomo Scibona verrà presentato alla città, al mondo accademico, ai suoi amici, alla Cultura nella sua interezza. L'evento, già fissato, è previsto per venerdì 20 settembre, alle 16.30, nell'aula magna dell'Università di Messina. Il volume s'intitola “KTHMA ES AIEI. Studi e ricordi in memoria di Giacomo Scibona”. Curato da Giovan Giuseppe Mellusi e da Rosario Moscheo, tesoriere e presidente della Società messinese di Storia patria, contiene contiene 36 saggi di archeologi e studiosi del mondo antico e una ventina di ricordi e testimonianze di amici e colleghi. Chiude il volume, uno studio inedito dedicato al sito archeologico di Alesa Arconidea dello stesso Scibona, pubblicato a cura della moglie, la prof. Concetta Giuffré. Tra i tanti lavori presenti nel volume, che grandi studiosi italiani e stranieri hanno dedicato a Scibona, c'è anche un saggio inedito di Sebastiano Tusa, il grande archeologo siciliano recentemente scomparso.

Il libro sarà presentato dal prof. Maurizio Paoletti, docente di Archeologia classica nell'Università della Calabria e docente di Archeologia delle province romane nell'Università di Pisa, e dal prof. Antonino Pinzone, già docente di Storia romana nell'Università di Messina. Modererà i lavori il prof. Salvatore Bottari, docente di Storia moderna nell'Università di Messina, e attuale segretario della Società messinese di Storia patria.

Il titolo del volume prende spunto dal motto del grande storico e storiografo Tucidite, nel senso dell'insegnamento da tramandare al futuro per far sì che si possa sempre imparare dal passato.

«Non resta alcun dubbio - scrive nella postfazione la prof. Giuffré -, dopo una pur veloce lettura di questo libro, che si tratti di una Gedenkschrift molto insolita e particolare. Non è il solito freddo e formale testo celebrativo. Pur con la massiccia presenza di saggi molto tecnici e irreprensibilmente documentati, esso mostra evidente e in primo piano il suo carattere di “testimonianza” viva e partecipata su Giacomo Scibona. Testimonianza sulla sua identità nella quale, in modo inestricabile, si intrecciavano, in complementarietà assoluta, l'uomo e l'archeologo».

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