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Antivirale per bloccare la duplicazione del Covid: lo studio dell'Università di Messina

Viper è il nome del progetto nato dalla collaborazione con l'università di Torino e finanziato con 300mila euro dalla Nato
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L’Università di Messina, in collaborazione con l’università di Torino, porterà avanti le attività progettuali per lo sviluppo della molecola MEDS433, un antivirale in grado di bloccare e inibire l’enzima cellulare indispensabile per la duplicazione dei virus, a cominciare dal Sars-Cov 2.
Il progetto si chiama Viper, nato dalla collaborazione tra l'università di Torino e il gruppo di ricerca che vede capofila l'università di Messina, è stato finanziato con 300mila euro dalla Nato per la fase preclinica, che prevede la creazione della molecola da sperimentare su animali infetti. MEDS433, sviluppato dal professore Marco Lolli dell’Università di Torino, è un antivirale ad ampio spettro attivo su virus sia a Dna che a Rna e come tale può essere considerato un’arma preziosa per affrontare eventi pandemici causati da virus.
L'antivirale potrà risultare strategico, soprattutto le fasi iniziali, per i casi di nuovi focolai o pandemie, poiché potrebbe fornire copertura terapeutica nel tempo di attesa necessario per lo sviluppo di un vaccino.

Viper è anche un progetto di cooperazione e di ricerca scientifica tra Italia e Svezia nel quale università ed enti di ricerca appartenenti ai due paesi saranno impegnati nello sviluppo preclinico. Il network internazionale coinvolge i partners svedesi del Karolinska Institutet e dell’università di Uppsala e le università Italiane di Torino, Messina e Padova.
Il gruppo di ricerca dell’università di Messina è costituito dai professori Anna Piperno, Maria Teresa Sciortino, Angela Scala e Nicola Micale e dal dottorando Roberto Oliva del dipartimento ChiBioFarAm, e coordinerà la formulazione dell’agente antivirale beneficiando della collaborazione esterna con il dottore Antonino Mazzaglia (ISMN-CNR) e con il professore Antonio Rescifina (UniCt).
"Questa molecola blocca le diverse forme virali, blocca l’enzima cellulare di cui hanno bisogno tutti i virus, compreso il Sarà-Cov 2, per potersi replicare - dice la professoressa Piperno -. Sviluppata dall’università di Torino, mancavano i finanziamenti per poter andare avanti nelle fasi successive. Grazie all’appoggio dell’assessorato alla Salute della Regione siciliana, abbiamo partecipato al bando di ricerca della Nato per il finanziamento di 300mila euro, che permetterà, in 27 mesi, di sperimentare la molecola sugli animali".

"C'è tanto entusiasmo per la partecipazione a questo progetto - dice Mario La Rocca, direttore generale del Dipartimento pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute – dove sono coinvolte le nostre aziende ospedaliere. Abbiamo aderito con grande slancio al fine di ottenere i finanziamenti con il bando Nato. È un progetto di altissimo livello che dimostrerà, quando andrà a buon fine, la potenzialità dei ricercatori siciliani e la capacità di fare squadra con altre università italiane ed estere per avere armi efficaci per combattere tutte le infezioni virali".

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