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IL CASO

Taormina, bar non paga canoni d’affitto. Un “buco” da 530mila euro

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A Taormina nominato avvocato per incamerare la somma. La Commissione liquidatoria batte cassa

La Commissione liquidatoria del Comune di Taormina stringe i tempi per l’attuazione delle procedure finalizzate al recupero delle somme non riscosse sin qui da Palazzo dei Giurati, che lo scorso anno ha dichiarato il dissesto finanziario. L’organo ha dato incarico legale all’avvocato Davide La Rosa per rappresentare e difendere in giudizio l’Ente con il fine di recuperare le somme vantate nei confronti di un’attività commerciale che sin qui risulta non aver versato un canone di affitto per un ammontare complessivo di 530mila euro.
Con apposita sentenza del 10 giugno scorso, il Tribunale di Messina ha accolto, infatti, le domande proposte dal Comune di Taormina, nella persona del sindaco, e con l’Ente difeso proprio dall’avv. La Rosa, nei confronti dei titolari di un bar, e quindi di una società in liquidazione, accogliendo la domanda di rilascio immediato dell’immobile oggetto della procedura. Il Tribunale ha anche dichiarato la risoluzione del contratto di locazione ad uso diverso stipulato tra le parti nel settembre 2016 e registrato poi il mese successivo. In quella stessa circostanza, il Tribunale di Messina aveva condannato la titolare dell’attività al pagamento della somma di 530mila euro, per il mancato versamento al Comune del canone di locazione dell’immobile, oltre ad interessi legali da ogni singola scadenza sino al soddisfo.
Secondo la Commissione liquidatoria presieduta da Lucio Catania e di cui fanno parte anche Maria Di Nardo e Tania Giallongo, «occorre espletare ogni azione per introitare i 530mila euro che il Tribunale di Messina ha destinato al Comune di Taormina, quale parte civile del processo» in oggetto. Così è stato affidato adesso l’incarico all’avv. La Rosa, legale che sinora aveva già seguito questa causa, per dare esecuzione a quanto disposto dal Tribunale di Messina nel pronunciamento dello scorso luglio.

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