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Messina, tutti contro Principato. E lui: non sono no vax

Imperversa la polemica sul componente del Cda del Teatro. «Ma ritengo l’obbligo di green pass atto liberticida»

Nino Principato

Il “green pass” come il “green kass”. La polemica sull’accostamento fatto dall’architetto Nino Principato, consigliere di amministrazione dell’Ente Teatro, non accenna a placarsi. Il movimento MessinAccomunale va all’attacco: «Nino Principato sul lasciapassare nazista fa come Salvini sui 49 milioni occulti della Lega: cambia discorso, illudendosi che un finto scoop di comodo induca la gente in confusione. Stiamo ai fatti. Principato (per l’ennesima volta) si produce in uscite pubbliche di difficile compatibilità democratica, stavolta dando di fatto del nazista al governo per via del “greenpass” (Red Ronnie? Un dilettante!). I consiglieri comunali del Partito Democratico gli chiedono per decenza e per rispetto della città di dimettersi (finalmente) dal CdA del Teatro. Una persona intellettualmente onesta, se credesse in ciò che ha detto difenderebbe il suo sciagurato post (magari invocando le libertà costituzionali che ha così frequentemente denigrato). Oppure, se si accorgesse di essere andato oltre, chiederebbe scusa e chiarirebbe meglio il suo pensiero. Invece cosa fa Nino Principato? Parla del “Parco Aldo Moro”. Già, e perché non dei campi da tennis di Villa Dante, del Palagiustizia, o dei crocieristi? O, meglio ancora, dello sbarco sulla luna o della terra piatta? È troppo scoperta la pretestuosità dell’argomento. non si illuda, non ci facciamo distrarre dal tentativo di sollevare polveroni per nascondersi. Principato chiarisca la sua posizione e i suoi comportamenti o/e se ne vada a casa.

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