Lunedì, 20 Settembre 2021
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A Milazzo oltre 150 ristoranti. Città del “food” e del traffico

L'offerta dei beni culturali, l'unicità del patrimonio naturale di Capo Milazzo, i sette chilometri di costa della riviera di Ponente. Tutti punti di forza della città di Milazzo che però da qualche anno ha un valore aggiunto che è riuscito a mettere in fila tutti gli altri. Parliamo dell'offerta enogastronomica che ha raggiunto livelli tali da far meritare a Milazzo l'appellativo di “città del food”. Oltre 150 locali tra piccola, media e grande ristorazione e una domanda da parte dei clienti in continua ascesa. Praticamente a Milazzo nel fine settimana è impossibile poter cenare senza la preventiva prenotazione. Tutti i locali sono “sold out”, sia in Centro che al Borgo, ma anche nella riviera di Ponente. Merito della qualità dell'offerta proposta e che peraltro varia secondo piatti più importanti o della tradizioni popolare milazzese. Dopo i mesi bui della pandemia, le chiusura, le restrizioni, si è ripartiti insomma alla grande, anche se, contrariamente a quanto annunciato, non c'è stata quella sinergia tra ristoratori che avrebbe dovuto rappresentare una sorta di “patto dell'ospite”.

Ma per il momento si prosegue così, con i ristoratori che stanno usufruendo dei maggiori spazi messi loro a disposizione dal Comune a seguito delle norme sulla ripartenza post pandemia. E così da via Regis, a via Crispi, passando per la via Medici, ma anche per il Lungomare, si assiste ad un vero e proprio “villaggio della ristorazione”. Peccato però che spesso ci si ritrovi a dover condividere un piatto di linguine all'astice o sorseggiare un bicchiere di vino, con i fumi provenienti dalle marmitte delle auto che circolano tranquillamente ovunque (tranne via Medici). Una questione quella della viabilità in centro che si spera possa essere risolta il prossimo anno con dei correttivi, puntando magari alla installazione di quella Ztl annunciata anche dal sindaco Midili. Del resto, con la sosta a pagamento ormai prossima a partire e con le Zone a traffico limitato, chiudere il centro non dovrebbe essere un ostacolo. Tra l'altro visto che il maggiore afflusso si verifica nel fine settimana, dopo le 20, ecco che interdire il transito dei mezzi veicolari in centro non andrebbe neppure a penalizzare i commercianti che a quell'ora e in quelle giornate hanno le saracinesche abbassate. Insomma una scommessa fa re. Al pari di quella che fanno diversi cittadini che decidono di trasformarsi in imprenditori della ristorazione anche se provenienti da altre attività. E le ultime cinque aperture di locali negli ultimi giorni sono una dimostrazione eloquente.

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