Sabato, 23 Ottobre 2021
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INFRASTRUTTURE

I fondi per il Sud "blindati", ma lo Stretto di Messina resta ancora al palo

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L’annuncio della ministra Carfagna, la soddisfazione di Armao. Ma le percentuali destinati al Mezzogiorno sono in realtà fasulle
Gaetano Armao, Mara Carfagna, Messina, Cronaca
Mara Carfagna

L’annuncio è stato dato venerdì dalla ministra Mara Carfagna: con un emendamento del Governo al dl Governance e Semplificazioni, approvato dalle Commissioni riunite della Camera, è stato “blindato” il Capitolo Sud del Pnrr, pari al 40% delle risorse complessive. La norma prevede che nell’attuazione del Piano, anche nella parte relativa agli interventi messi a bando, il 40 per cento delle risorse sia indirizzato al Mezzogiorno.

Al Dipartimento per la Coesione territoriale sarà affidata la responsabilità di verificare il rispetto di tale obiettivo e, laddove necessario, il compito di sottoporre alla Cabina di regia gli eventuali casi di scostamento, affinché questa possa affiancare le amministrazioni o esercitare i poteri sostitutivi già previsti.

«Quella approvata oggi – ha commentato la ministra per il Sud – è una norma totalmente innovativa, perché mai prima d’ora era stato definito per legge il divieto di utilizzare altrove le risorse destinate al Mezzogiorno. Abbiamo cominciato a lavorarci già a maggio, subito dopo la presentazione a Bruxelles del Pnrr, consapevoli della necessità di vincolare le risorse per non rischiare di perderle, come troppe volte accaduto in passato. Finalmente si è fatto strada il principio che se non cresce il Sud, non cresce nessuno, neanche il Nord. Questo principio deve essere la stella polare in ogni futura azione dell’esecutivo»,

E il vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao, coordinatore della Commissione Affari europei e internazionali della Conferenza delle Regioni, ha espresso il proprio apprezzamento per l’approvazione dell’emendamento. «L’impegno della ministra per il Sud – dichiara Armao – consentirà al Mezzogiorno e alla Sicilia di avviare il percorso di recupero del divario del Paese. L’Italia può ripartire solo se il Mezzogiorno inizia a crescere e per farlo ha bisogno di investimenti in infrastrutture strategiche, materiali e immateriali per decenni dimenticate».

È tutto oro quel che riluce? Decisamente no. Soprattutto per lo Stretto di Messina che, in attesa della decisione definitiva sul Ponte, continua a essere tra le aree più marginalizzate del Paese, per le quali è arrivata, per ora, solo l’elemosina dei fondi destinati al Gruppo Fs e agli armatori privati per la costruzione di qualche nuova nave.

Leggi l'articolo completo nell'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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