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Messina, morta la prof colpita da trombosi. La famiglia: "Chiarezza su Astrazeneca, ma vaccinatevi"

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La 55enne Augusta Turiaco, docente di musica della scuola media “C. D. Gallo”. Aveva ricevuto la somministrazione del vaccino AstraZeneca all’Hub della Fiera l’11 marzo

La lista delle morti sospette in Sicilia dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca si gonfia tristemente di un altro nome. Nella tarda serata di ieri è stata dichiarata al Policlinico dalla Commissione medica la morte cerebrale per assenza di attività, dopo il monitoraggio previsto per legge, della maestra 55enne Augusta Turiaco, che già da giorni era tenuta in coma dai medici della Rianimazione, nel disperato tentativo di strapparla alla morte. Come docente di musica della scuola media “C. D. Gallo”, che i suoi alunni adoravano, mentre adesso rimpiangeranno il suo sorriso e la sua gentilezza, aveva ricevuto la somministrazione del vaccino AstraZeneca all’Hub della Fiera l’11 marzo scorso. E da quel giorno era iniziato il suo calvario, che dal persistente mal di testa si era ben presto trasformato in altro, con una trombosi diffusa, fino al tragico esito finale di ieri.

Su questa vicenda è stata già aperta un’inchiesta in Procura, e sono stati già sentiti i familiari, tra cui il padre della donna, il prof. Paolo Turiaco, che è stato per molti anni il console onorario della Germania Federale in Sicilia Orientale. La stessa maestra aveva la doppia cittadinanza, italiana e tedesca. Ieri mattina il legale che assiste la famiglia in questa immane tragedia, l’avvocato Daniela Agnello, ha depositato in Procura a Messina un lungo esposto-denuncia in cui ricostruisce tutta la vicenda. Un esposto inviato tra l’altro anche al presidente del Consiglio Mario Draghi e a vari ministeri, tra cui quello della Salute, all’Aifa e all’Istituto superiore di sanità, e anche «trasmesso all’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania – Roma per opportuna conoscenza e per le conseguenti valutazioni e iniziative».

La denuncia della famiglia

Nella denuncia l’avvocato Agnello «chiarisce che il presente esposto non costituisce un attacco alla campagna vaccinale, ritenuta necessaria e indispensabile, ma rappresenta un segnale di allarme, una richiesta di indagini, di chiarimenti e di approfondimenti, di verità in un momento di grande apprensione e confusione sociale». Ma al contempo, in nome dei familiari, letteralmente distrutti da questa vicenda, chiede ai magistrati di conoscere la verità: «L’ottimale stato di salute della Signora Turiaco, l’assenza di patologie pregresse e la carenza di genetica predisposizione alle trombofilie, il brevissimo lasso temporale intercorso tra la somministrazione del vaccino e la comparsa dei primi malesseri, nonché il repentino aggravamento del quadro clinico, rappresentano indizi “gravi, precisi e concordanti” tali da indurre a richiedere indagini giudiziarie circa l’esistenza di un nesso causale tra l’inoculazione del vaccino e le patologie insorte...».

Il ricordo della famiglia

In queste righe piene di dolore c’è il ricordo dei suoi familiari: «Augusta Turiaco era una persona straordinaria nella Sua normalità che ha trascorso la Sua vita prima tra le sale di concerto e poi tra i banchi di scuola come insegnante. Cittadina e donna onesta, nelle scorse settimane si era sottoposta con entusiasmo alla campagna vaccinale, salvo poi vedersi coinvolta in un incubo che ha avuto purtroppo esito infausto. Lascia dietro di sé due figli, due genitori e due fratelli che si porteranno dietro il ricordo di una donna forte e presente, capace di far fronte con coraggio alle difficoltà della vita. La famiglia ringrazia di cuore l’encomiabile sforzo dei Medici del Policlinico di Messina che hanno seguito incessantemente la vicenda, facendo il possibile. La famiglia, nonostante le ombre emerse, sulle quali chiede comunque venga fatta luce, invita la cittadinanza a non sottrarsi alla campagna vaccinale consapevole della sua importanza, considerate le contingenze pandemiche. Come estremo gesto d’amore, Augusta Turiaco aveva manifestato la volontà di donare i propri organi». E in nottata sono stati donati reni e cornee.

 

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