Lunedì, 26 Agosto 2019
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POLITICA

"Gettonopoli" e processo sui bilanci al Comune di Messina, in arrivo le sentenze

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Comune di Messina

Sarà un fine d’anno di sentenze per due dei principali processi di pubblica amministrazione che hanno clamorosamente occupato le cronache giudiziarie di questi mesi. Già, perché tra il 19 e il 20 dicembre potrebbero registrarsi il pronunciamento di primo grado del procedimento “Bilanci comunali”, e quello d’appello per “Gettonopoli”.

Due processi che, anche se in grado di giudizio differente, negli ultimi tempi stanno proseguendo praticamente di pari passo a Palazzo di giustizia. Ieri infatti si sono tenute quelle che potrebbero essere definite le due penultime udienze, prima dell’emissione della sentenza.

Per “Gettonopoli” in secondo grado, davanti alla sezione penale della corte d’appello presieduta dal giudice Alfredo Sicuro, ieri è stato completato il ciclo delle arringhe difensive, e il collegio ha rinviato tutti al 20 dicembre, alle 15.30 del pomeriggio, per eventuali repliche, e poi per entrare in camera di consiglio. In primo grado furono condanne per ben 17 ex consiglieri comunali, al centro le “presenze lampo” nelle varie commissioni di Palazzo Zanca. Il sostituto Pg Felice Lima per l’accusa ha chiesto la conferma delle 15 condanne principali inflitte in primo grado per il reato di falso, e l’assoluzione totale solo per Nora Scuderi e Libero Gioveni.

Anche l’altro processo, “Bilanci comunali”, che si sta celebrando davanti alla prima sezione penale presieduta dal giudice Silvana Grasso, è quasi all’ultimo atto. Al centro della vicenda i bilanci comunali “falsati” secondo la Procura a Palazzo Zanca per evitare il dissesto nell’era della giunta dell’ex sindaco Giuseppe Buzzanca, tra il 2009 e il 2011. Ieri ancora spazio alle arringhe difensive, poi l’aggiornamento al 19 dicembre per gli interventi dei difensori che non hanno ancora preso la parola. Poi sarà sentenza. Qui forse sarà necessaria ancora un’altra udienza. A settembre, l’accusa, ovvero il pm Antonio Carchietti, ha chiesto ai giudici ventidue condanne comprese tra 8 mesi e 2 anni e 3 mesi di reclusione, quindi dodici tra assoluzioni e dichiarazioni di prescrizione.

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