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MESSINA

Ha votato l’83% degli elettori
Oggi Cuzzocrea nuovo rettore?

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Ha votato oltre l’83% degli elettori Oggi Cuzzocrea nuovo rettore?

L’Università non perde tempo e vuole subito un nuovo Rettore. Un’ottima affluenza, oltre l’83% con il boom fra i professori, dovrebbe aver spianato la strada al superfavorito Salvatore Cuzzocrea. Francesco Stagno d’Alcontres conta sulla campagna degli ultimi giorni, ma parte dalla seconda fila. Oggi alle 11 il via con lo spoglio decisivo dell’ultimo dei dodici seggi. Non ci sono exit poll ma il “sentito” di ieri e dei giorni scorsi fra i corridoi dell’Università lascia queste concrete sensazioni. La prima, partecipata, uscita di Cuzzocrea, che si è trovato accanto 10 direttori di Dipartimento su 12 il giorno della presentazione della sua candidatura, per la proprietà transitiva, qualcosa la lascia intendere. Stagno d’Alcontres, che spera di rinviare al secondo turno la sfida, ha dalla sua il fatto di aver rappresentato una valida alternativa, ben oltre la candidatura di servizio. Non sono nemmeno mancati diversi apprezzamenti per il precedente mandato, di cui lo stesso Cuzzocrea è naturale evoluzione. Ma è il 46enne figlio di Diego Cuzzocrea, stamattina, il rettore “in pectore”. Lo spoglio, salvo clamorose sorprese, darà la conferma.

Ieri, nell’androne, una stretta di mano, solo quella, fra i due candidati pronti alla lunga giornata del voto. Poi in serata si sono ritrovati nell’aula magna dove oggi conosceranno il loro destino. In mattinata Cuzzocrea ha preferito soffermarsi fra i corridoi del primo piano, l’altro è rimasto al piano terra. Spezzato senza cravatta per Stagno d’Alcontres, completo blu per il suo avversario che ha votato prestissimo, poco dopo l’apertura dei dodici seggi. Alle 11 invece è arrivato il primario di Chirurgia plastica. Qualche scatto per i fotografi che lo attendevano e poi un saluto a tutti i componenti dei due seggi allestiti nell’aula magna. A dividerli anche l’urna in cui hanno infilato la loro scheda, ma questo solo perché le iniziali del loro cognome sono lontane.

Alla vigilia di questo primo turno due erano le incognite. Una riguardava l’affluenza, l’altra, se i voti di uno o dell’altro avrebbero superato la soglia fatidica dei 666 voti pieni.

Il primo dubbio la comunità accademica se lo è tolto assai presto. Le rilevazioni, ogni tre ore, hanno consentito di sapere già alle 14 che il quorum affluenza (doveva recarsi al voto la metà più non degli oltre 26.000 aventi diritto, ma, in base al voto ponderato, la maggioranza degli elettori equivalenti cioè 666 su 1330) era stato superato. A fine mattinata si era presentato più del 54%. I sostenitori di Salvatore Cuzzocrea, che credono nel successo al primo turno, con l’impennata di votanti avutasi anche nel corso del pomeriggio, sono andati a dormire con più fiducia rispetto allo spoglio di oggi.

Il nuovo rettore, infatti, per essere proclamato già oggi dovrà aver raggiunto i 666 voti equivalenti che rappresentano la maggioranza assoluta del corpo elettorale “ponderato”. Come si sa infatti i voti, di una parte dei ricercatori, del personale tecnico amministrativo e soprattutto degli studenti, non sono pieni ma ridotti in termini proporzionali, rispetto a quelli dei docenti.

A votare è stato l’equivalente di 1112 votanti su 1330. Si tratta dell’83,61% degli elettorato “pieno”. Un dato inferiore di 9 punti rispetto al primo turno del 2013 quando però i candidati erano 5 e per gli studenti votavano solo i rappresentanti. In termini assoluti, sono andati a votare 2930 persone.

 

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