Sabato, 17 Novembre 2018
MESSINA

Rapinarono un disabile alla Zir, condannati tre ventenni

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Rapinarono un disabile alla Zir, condannati tre ventenni

Rapinarono un disabile nel dicembre del 2014 e adesso sono stati dichiarati colpevoli. Il Tribunale per i minorenne (presidente D’Amico, a latere Cisca), competente in quanto i responsabili all’epoca di fatti non avevano raggiunto la maggiore età, ha inflitto 4 anni e 6 mesi di reclusione e 1500 euro di multa a Eros Spartà e Giovanni Romeo, e 3 anni e 8 mesi, oltre a 1000 euro di multa ad Alessio Aspri. Tutti quanti adesso sono ventenni (sono difesi dagli avvocati Silvestro, Scordo e Tozzi), mentre la parte offesa (oggi 48enne) è assistita dall’avvocato Carroccio.

Stando alle imputazioni del sostituto procuratore Andrea Pagano, erano accusati, in concorso con due maggiorenni, di essersi impossessati di un bracciale e di una collana in oro, nonché di un marsupio contenente, tra l’altro, due telefoni cellulari, la patente di guida, una carta bancomat e una carta bancoposta, di proprietà di un portatore di handicap psicomotorio agli arti inferiori, con disabilità del 100%. In particolare, i maggiorenni, conoscenti della persona offesa, dopo aver pianificato la rapina con Aspri, Romeo e Spartà, avrebbero condotto nottetempo con un pretesto la vittima in un luogo isolato, nei pressi della spiaggia della Zir, a bordo di una vettura. Qui, i tre minori, «col volto travisato e brandendo una pistola al volto del disabile e schiaffeggiandolo, gli strappavano il marsupio tenuto a tracolla, una catena in oro dal collo e un bracciale in oro, cercando altresì di strappargli la fede nuziale dal dito».

Inoltre, Romeo avrebbe detenuto e occultato in un giubbotto della sua camera da letto, 5 involucri di sostanza stupefacente del tipo marijuana, unitamente a un bilancino di precisione, mentre Spartà rispondeva pure del possesso di quasi 11 grammi di hascisc, di 4 marijuana e di un ulteriore involucro contenente rametti della medesima sostanza vegetale, del peso di 6 grammi circa.

È stato possibile arrivare alla sentenza di condanna grazie alla produzione, all’udienza del 9 giugno 2016, da parte della difesa della persona offesa di un documento di archiviazione del gip del Tribunale per i maggiorenni che aveva escluso a un teste “reo confesso” di avvalersi della facoltà di non rispondere. Quindi, il teste è stato sentito in quella udienza come testimone e ha vuotato il sacco, facendo nomi e cognomi dei suoi complici della rapina, condannati ieri.

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