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IL GIORNO DOPO

Antimafia su Messina,
le reazioni

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Antimafia su Messina, le reazioni

“Il Presidente Musumeci utilizza due termini pesanti “delegittimazione ed esposizione ad intimidazioni di ogni genere” in riferimento al Corpo di Polizia Municipale, che colgono per intero il ruolo di un'istituzione fondamentale del tessuto cittadino e il disagio profondo che lo attraversa.” A scrivere è il segretario provinciale del Silpol, il sindacato di Polizia Locale, Giuseppe Gemellaro, che, all'indomani dell'audizione del sindaco Accorinti davanti alla commissione regionale Antimafia, sottolinea di aver registrato solo disattenzione da parte dell'Amministrazione comunale rispetto alle innumerevoli richieste, non soltanto contrattuali e retributive,  ma soprattutto a quelle che consentirebbero ai vigili urbani di operare in serenità e sicurezza e, per questo, ineludibili.  “La logistica non conforme ai canoni minimi di una città civile, l'insufficienza di strumentazione e la cronica deficienza di organico del Corpo rappresentano -continua Gemellaro- la violazione dei principi di legalità che una buona Amministrazione è tenuta a dare.”  “E'  difficile, oggi, in una città complessa come Messina – aggiunge il segretario del Silpol, che auspica un'inversione di rotta- continuare a profondere le migliori energie, avendo chiaro che si è operatori delle regole e nel contempo cogliere la sensazione netta di essere lasciati soli anche di fronte agli attacchi a cui ultimamente siamo esposti.”

“Era stata l'organizzazione indipendente "civico97", che monitorizza le prassi per il rispetto della legalità all'interno della Pubblica Amministrazione, a posizionare Messina in fondo alla classifica dei comuni italiani per l'adeguamento agli obblighi della legge anticorruzione- scrive invece il movimento CapitaleMessina- che ricorda che il comune peloritano risultava  inadempiente nel rispetto delle procedure previste per ridurre il rischio di comportamenti illeciti all'interno della macchina burocratica”. Nello specifico venivano denunciate la mancata formazione sul tema della prevenzione della corruzione, la mancata rotazione del personale, la mancata adozione del Codice di Comportamento. “La difesa della legalità non si afferma con gli slogan, ma con gli atti amministrativi concreti"- stigmatizza e conclude il portavoce di  CapitaleMessina, Gianfranco Salmeri.

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