Venerdì, 21 Settembre 2018
ANNI DI INCURIA

Infrastrutture:
colpevoli omissioni

Messina è una città surreale, dove ogni cosa viene rapidamente metabolizzata. Fosse anche la più grave delle emergenze, in un batter d’occhio finisce nell’archivio dei ricordi e si ricomincia come se nulla fosse accaduto. Ricadiamo così negli stessi errori, soprattutto quello di subire gli eventi e di non chiedere mai il conto a chi sbaglia.
Manca l’acqua da una settimana e la città è paralizzata: scuole e uffici pubblici chiusi, esercizi commerciali con le saracinesche abbassate. È la prima volta che una frana trancia la condotta del Fiumefreddo? No, è accaduto troppe volte ma non si è fatto il necessario per ripristinare il collegamento con l’acquedotto dell’Alcantara, che “scarica” nel mare di Giardini Naxos. La Gazzetta lo ha scritto, vox clamantis in deserto: nessuno ha mosso un dito. Alla Regione e al Comune, chissà perché, le emergenze piacciono. Al cittadino meno, tuttavia le subisce in silenzio.
Li possiamo giustificare, sono tutti troppo impegnati? Il presidente Crocetta è alle prese con l’ennesimo rimpasto di una giunta che ha prodotto solo... assessori. La Giunta Accorinti contempla la luna e resta prigioniera dei problemi quotidiani: a cominciare dai cassonetti stracolmi di spazzatura, nonostante la relativa gabella abbia raggiunto picchi insopportabili. L’inceneritore di Pace? Chiuso. Le discariche? Fuori legge e sotto sequestro. I termovalorizzatori? Non se ne parla. Quanti frutti dell’improvvisazione, in una città dove solo una scuola pubblica e qualche istituto privato tengono i battenti aperti perché dotati di autoclave! Non ci vogliono scelte da super manager per evitare guai e figuracce. Solo un po’ di buona gestione e qualche incompetente mandato a casa. Quando rivedremo scorrere l’acqua dai rubinetti? Potremo, prima o poi, vivere in una città “normale” sotto tutti i punti di vista?
PS: l’autostrada Me - Ct sta cadendo a pezzi. Cosa aspetta l’Anas a revocare la concessione al Cas, provvedendo ai lavori di messa in sicurezza? Signor presidente del Consiglio, archiviata la visita di Stato in America Latina, trovi il tempo per toccare con mano il disastro della viabilità in Sicilia. Siamo fiduciosi, almeno questa volta. La aspettiamo.

Messina è una città surreale, dove ogni cosa viene rapidamente metabolizzata. Fosse anche la più grave delle emergenze, in un batter d’occhio finisce nell’archivio dei ricordi e si ricomincia come se nulla fosse accaduto. Ricadiamo così negli stessi errori, soprattutto quello di subire gli eventi e di non chiedere mai il conto a chi sbaglia.
Manca l’acqua da una settimana e la città è paralizzata: scuole e uffici pubblici chiusi, esercizi commerciali con le saracinesche abbassate. È la prima volta che una frana trancia la condotta del Fiumefreddo? No, è accaduto troppe volte ma non si è fatto il necessario per ripristinare il collegamento con l’acquedotto dell’Alcantara, che “scarica” nel mare di Giardini Naxos. La Gazzetta lo ha scritto, vox clamantis in deserto: nessuno ha mosso un dito. Alla Regione e al Comune, chissà perché, le emergenze piacciono. Al cittadino meno, tuttavia le subisce in silenzio.
Li possiamo giustificare, sono tutti troppo impegnati? Il presidente Crocetta è alle prese con l’ennesimo rimpasto di una giunta che ha prodotto solo... assessori. La Giunta Accorinti contempla la luna e resta prigioniera dei problemi quotidiani: a cominciare dai cassonetti stracolmi di spazzatura, nonostante la relativa gabella abbia raggiunto picchi insopportabili. L’inceneritore di Pace? Chiuso. Le discariche? Fuori legge e sotto sequestro. I termovalorizzatori? Non se ne parla. Quanti frutti dell’improvvisazione, in una città dove solo una scuola pubblica e qualche istituto privato tengono i battenti aperti perché dotati di autoclave! Non ci vogliono scelte da super manager per evitare guai e figuracce. Solo un po’ di buona gestione e qualche incompetente mandato a casa. Quando rivedremo scorrere l’acqua dai rubinetti? Potremo, prima o poi, vivere in una città “normale” sotto tutti i punti di vista?

PS: l’autostrada Me - Ct sta cadendo a pezzi. Cosa aspetta l’Anas a revocare la concessione al Cas, provvedendo ai lavori di messa in sicurezza? Signor presidente del Consiglio, archiviata la visita di Stato in America Latina, trovi il tempo per toccare con mano il disastro della viabilità in Sicilia. Siamo fiduciosi, almeno questa volta. La aspettiamo.

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