Martedì, 18 Settembre 2018
MESSINA

13 associazioni chiedono le dimissioni di Cacciola, Foti e Manna

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Dicono di essere stati offesi come cittadini e come rappresentanti,a vario titolo della società messinese, perché si sentono presi in giro. Scrivono di aver studiato i dati ufficiali forniti dai vertici dell’ ATM e dall’assessore alla Mobilità Gaetano Cacciola  e assicurano che non sono coerenti con le dichiarazioni entusiastiche rilasciate sia sul futuro dell'Azienda che sulle sorti del Piano di Riequilibro, fortemente ancorato e collegato alla bozza del Contratto di servizio. Per questa ragione il nutrito e variegato gruppo di 13 sigle, fra movimenti, associazioni politiche, con anche consiglieri di quartiere, avanza la richiesta di dimissioni del Commissario Domenico Manna, del DG Giovani Foti e  del componente della giunta, invitando la presidente del consiglio comunale Emilia Barrile  ad indire una seduta aperta sul trasporto pubblico. “Al contrario di quanto detto alla stampa, da quando l’Amministrazione Accorinti si e’ insediata- si legge nel documento- l’ATM ha avuto una forte contrazione nel servizio; i parcheggi Cittadini Cavallotti e Zaera non decollano e il Contratto di Servizio, che ripristinerà la  vendita dei biglietti a bordo e la revisione dei piani tariffari, sia per i titoli di viaggio che per i parcheggi nelle Ztl, ancora non arriva in Consiglio comunale.” Quindi il documento smonta passo passo quanto dichiarato nei giorni scorsi. Giornalmente –si legge - circa il 10% dei bus utilizzati (mediamente 3 o 4 bus al giorno) fanno ritorno, senza essere sostituiti, in officina per guasti dovuti alle elevate temperature o alle condizioni di vetustà dei mezzi. Degli ipotetici 40, e non 50, mezzi su strada, ben 24 (8 da Milano e 16 da Torino) sono stati acquistati, revisionati ed utilizzati da Atm da meno di un anno. I tram in circolazione, inoltre,  il 21 luglio per esempio, erano 3 o 4, quantità ben diverse dagli 8 propagandati ed in ogni caso meno dei 5 previsti dal Piano di Esercizio Estivo. Ricordiamo – prosegue il documento- che l’Assessore Cacciola ha preventivato nel PON Metro un costo pari a 10 milioni di euro per il recupero di 5  Cityway più la loro manutenzione. E’ evidente, dunque, che se i tram passeranno, come dichiarato, da 5 a 10 entro il 2015, allora ci ritroveremo 10 milioni di costi aggiuntivi per aver incrementato di poco più di 30 mila km il chilometraggio della tranvia. In termini economici significherebbe che Atm ha effettuato un servizio inferiore a quello che la tranvia faceva nel 2011 e nel 2012, ha incassato un rimborso chilometrico superiore a quello del 2013 di circa 165 mila euro ma ha investito  10 milioni per sistemare le vetture del tram. Un ulteriore appunto e’ quello legato al numero di autisti poichè se ci fossero davvero 50 bus e 10 tram,  servirebbero 240 tra autisti e tranvieri (4 per ogni bus e tram) contro i 163 presenti in pianta organica al 31 dicembre 2013. Anche i numeri riportati dal DG sul bigliettaggio e gli abbonamenti in crescita nel 2014 dimostrerebbero una gestione ben al di sotto degli incassi registrati da quella già  fallimentare del 2012. Un attacco durissimo, quindi, che sicuramente scatenerà le reazioni dei destinatari, ma su cui dovrà anche esprimere le proprie valutazioni il consiglio comunale.  

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