Lunedì, 10 Dicembre 2018
MESSINA

Secondo Palagiustizia
Prefetto scrive
alla Barrile

di
secondo palagiustizia, stefano trotta, Messina, Archivio
Sfefano Trotta

A mettere sul chi va là il Consiglio comunale, attraverso il  presidente, è  il prefetto Stefano Trotta. Lo fa con due righe secche a cui allega un articolo di Giuseppe Palomba della Gazzetta del Sud, sui rischi che Palazzo Zanca corre di dover pagare risarcimenti milionari, e quindi di dover affrontare un danno erariale nell’intricatissima storia della realizzazione del palagiustizia satellite. Il rappresentante del Governo scrive solo di voler trasmettere la fotocopia per utile conoscenza e le conseguenti valutazioni. Ma il messaggio è chiaro: si usi molta cautela. Immediata la reazione di Emilia Barrile, che prende carta e penna e scrive a sua volta a tutti, dal sindaco, agli assessori, dai dirigenti, all’avvocatura, sino al segretario generale. In sintesi chiede lumi sul perché si sia tutto impantanato, sottolineando che il persistente immobilismo della giunta può avere in termini di rischio di dover resistere e con probabile soccombenza ad azioni giudiziarie volte ad ottenere ingenti risarcimenti. Il nodo da sciogliere è il perchè non si sia mai dato seguito alla delibera del consiglio comunale del 2013 ancora vigente che dava incarico all’amministrazione  o di rifare la gara per la scelta degli immobili, contro la quale c’erano molti ricorsi, sulla base dei criteri di scelta che  palazzo Zanca si era dato, o di annullare tutto o di  ottemperare alla sentenza del Cga che aveva individuato nella  Curia il vincitore perchè  in possesso dei requisiti previsti dal bando per aver proposto locali idonei e immediatamente disponibili, ad  oggi ancora sfitti mentre prima producevano introiti per almeno 3 milioni di euro. Ad oggi invece l’amministrazione comunale continua a perseguire l’obiettivo di realizzare il secondo tribunale nell’area miliare del dipartimento di Medicina legale  sul viale Europa. C’è da credere che non appena questo atto dovesse essere formalizzato, senza una revoca della delibera e quindi un accordo con l’aula le conseguenze saranno molto rischiose per le casse comunali.

 

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