Lunedì, 21 Gennaio 2019
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MESSINA

Gettonopoli, arriva un ispettore

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Due percorsi paralleli per capire se anche a Messina si possa o meno parlare di un caso “Gettonopoli” e con quali proporzioni. Il primo giudiziario, avviato nei giorni scorsi dal pool pubblica amministrazione della Procura, col fascicolo aperto dal sostituto Diego Capece Minutolo e l’acquisizione di atti a Palazzo Zanca da parte di agenti della Digos. Il secondo è un percorso amministrativo e l’ha fatto partire, così come avvenuto già ad Agrigento e Siracusa, il dirigente generale dell’assessorato regionale delle Autonomie locali, Giuseppe Morale. Su proposta di Francesco Riela, il funzionario incaricato proprio per spulciare le carte della “Gettonopoli” siracusana, Morale ha firmato il decreto di nomina di un ispettore che dovrà far luce sul caso di Palazzo Zanca. Si tratta di Angelo Sajeva, funzionario che di recente si è occupato dei guai finanziari dei comuni di Milazzo e Brolo, incaricato «dello svolgimento dell’accertamento ispettivo nei confronti del comune di Messina». In particolare il dirigente del dipartimento Autonomie locali, su richiesta dell’assessore Ettore Leotta, ha disposto «di provvedere ad apposito accertamento ispettivo presso il Comune di Messina in merito alle notizie diffuse dai mezzi di comunicazione riguardanti l’elevato numero di convocazioni delle commissioni consiliari al fine di verificare il regolare andamento dell’attività consiliare». Sajeva avrà 60 giorni per «relazionare con urgenza sull’esito della verifica svolta e, qualora ne risultino verificate le condizioni, rapportando i fatti agli organi e autorità normativamente interessate». Sotto la lente finiranno i vari aspetti del caso “Gettonopoli”. Difficilmente ci si soffermerà sul numero di convocazioni delle commissioni, come riportato nel provvedimento firmato lunedì dal dirigente regionale. Non è quello a far specie –714 commissioni nel 2014, centinaia in meno rispetto a Siracusa ed Agrigento –ma il numero di presenze dei singoli consiglieri, che coincidenza vuole siano aumentate nel momento in cui è stato dimezzato (da 100 a 56 euro) il gettone di presenza, per via del censimento. Basta fare un confronto tra questo mandato amministrativo e quello precedente. Nei giorni scorsi avevamo fatto l’esempio dei mesi di gennaio: nel 2013, col gettone a 100 euro, la media fu di 26 presenze, un anno dopo, col gettone a 56 euro, di 35. Non cambia la situazione se si raffrontano i mesi di novembre: nel 2012 una media di 25 presenze, un anno dopo di 36.

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