Mercoledì, 16 Gennaio 2019
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STRETTO

Continuità, si prepara una grande manifestazione
per S.Valentino

continuità, Messina, Archivio

L’augurio è che manifestazione del giorno di S. Valentino richiami un buon numero  di partecipanti. Ieri sera sono state gettate le basi affinché si punti ad una sola manifestazione evitando singole iniziative che già stavano iniziando a prendere piede, anche sui social.  Per questo c’erano molti esponenti, sindacali e politici,   ieri sera   nel salone che un tempo pullulava di passeggeri che utilizzavano le navi delle ferrovie da e per villa S. Giovanni. Quelle navi ridotte ai minimi termini, sotto ogni profilo, e con una stazione che una volta era la porta della Sicilia mentre adesso non è neanche un oblò. Sette, cinque, o solo due i treni da metà giugno in poi, questo ancora non si è capito, né dal piano presentato ai sindacati il 2 febbraio scorso, né dalle rassicuranti parole espresse ieri dal ministro Lupi dopo il grido d’allarme arrivato a Roma dall’intersa Sicilia. Di certo il disimpegno delle Fs dallo Stretto di Messina e il forte ridimensionamento dei treni a lunga percorrenza non rappresentano un fulmine a ciel sereno. Basta scorrere la storia degli ultimi 30 anni per notare che il disegno sta lentamente completandosi. Nessuno degli esponenti politici che si sono succeduti in questo lungo lasso di tempo può tirarsi fuori. Senza andare troppo indietro, ci si può fermare al 2007, poco meno di 8 anni fa, quando erano 14 i treni a lunga percorrenza ridotti ora e sette e chissà quanti ne resteranno dopo il nuovo tentativo delle FS. Un tentativo che si rinnova mediamente ogni trienni con la tattica del provare a togliere la fetta grossa per poi ottenerne una consistente. Tutti ricordano ancora i tagli dei treni notte che lasciarono per strada gli ex servirail, salvo poi lasciare un solo convoglio per Milano. Ora ci provano con i 7 treni, giorno e notte, che dovrebbero passare a due e che probabilmente alla fine saranno tre o 4. Salvo poi riuscirci tra alla prossima occasione a scendere a uno, se non addirittura a toglierli del tutto. Quello che il ministro Lupi sta cercando di scongiurare, almeno sotto la sua gestione del ministero dei Trasporti. Sarebbe una macchia indelebile nella memoria dei siciliani.

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