Martedì, 25 Settembre 2018
MESSINA

Ferlisi: «Intervenga l’Autorità portuale»

  L’asticella dello scontro si alza sempre di più. Tanto che il comandante della polizia municipale Calogero Ferlisi arriva a “suggerire”all’Autorità portuale di valutare l’estrema ratio: mettere in discussione la concessione a Caronte&Tourist della rada San Francesco. «In caso di mancato rispetto dei termini contrattuali – ha spiegato Ferlisi ieri mattina, al fianco del sindaco Accorinti – è previsto che prima si diffidi chi è inadempiente e se l’inadempienza è reiterata la revoca diventa un obbligo». È chiaro che nel mirino c’è la Caronte, che il giorno prima, sul nostro giornale, aveva così commentato il dato fornito da Ferlisi sugli 82 tir multati dalle 18 di martedì alle 6 di mercoledì mattina: «A noi non risulta». E riecco lo scontro. «Non ci risulta? Qui ci sono verbali, numeri di targa. Nessuno ha voglia di dare numeri falsi », ha ribattuto il sindaco, giudicando «gravissima» le parole di di C&T. «Nessuno si permetta di delegittimare la divisa – ha aggiunto Ferlisi –. I tir? Non erano 82, hanno ragione. Erano 83». Al di là della diatriba, rimangono dei punti fermi. Il primo: da Villa continua ad arrivare il contingente più importante di tir. Accorinti, che ci tiene a mantenere rapporti amichevoli con il sindaco dell’altra sponda, La Valle, ha ribadito che Messina è pronta a regalare la segnaletica a Villa. Ferlisi ha detto di più: «Quando siamo andati lì, non hanno voluto montarli». Altro punto fermo: anche a Messina i tir continuano a imbarcarsi, nonostante, ha spiegato ancora il comandante, «non ci fosse alcuna criticità a Tremestieri e la chiocciola fosse deserta». E si torna al punto di partenza: la concessione della rada San Francesco parla chiaro: è limitata al solo traffico di auto e passeggeri e consente l’utilizzo da parte dei mezzi pesanti solo in casi eccezionali di inagibilità totale o parziale di Tremestieri. Caso eccezionale che da qualche settimana a questa parte non sussiste più. Eppure i tir, seppur in quantità minore («ma ne basta uno per provocare una tragedia », il concetto di Accorinti) continuano a transitare e ad utilizzare la rada. «L’Autorità portuale – è il parere di Ferlisi – come organo statale ha l’obbligo di intervenire».

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