Martedì, 25 Settembre 2018
MESSINA

Vertenza Stretto, attenti a non sbagliare obiettivo

vertenza stretto, Messina, Archivio

Sarà sempre “vertenza Messina”. Fino a quando non si capirà l’importanza di assicurare collegamenti certi tra le due sponde dello Stretto. Fino a quando lo Stato e la Regione non saranno obbligati a fare la loro parte. Fino a quando non verranno reimmessi in circolo, per opere destinate al nostro territorio, i soldi che erano stati stanziati per il Ponte. Fino a quando non sarà data risposta alle esigenze delle migliaia di pendolari. Fino a quando non si riuscirà a fare del “Tito Minniti” il vero aeroporto dello Stretto, cioè di Reggio- Messina. Fino a quando verrà inteso come un’elemosina, e non come un diritto sacrosanto, il finanziamento per il servizio di Metromare. Quasi d’incanto, dopo un’estate caratterizzata dalle polemiche sul fronte caldo delle ordinanze anti-Tir, si infiamma di nuovo il dibattito in città. Ed è duro l’intervento del parlamentare nazionale Enzo Garofalo, componente della commissione Trasporti della Camera. «Basta precarietà nei servizi di collegamento nell’area dello Stretto – afferma il deputato dell’Ncd, rivolgendosi al suo collega di partito, il ministro Lupi –, il Ministero recuperi i fondi e in fretta. Si spendano le risorse del Ponte per le opere compensative. Quanto alla mobilità è un diritto, non una concessione. E sul Palagiustizia – stavolta la frecciata è indirizzata al sindaco Accorinti – non si faccia confusione, non è un’opera compensativa ». Garofalo è un fiume in piena: «Non possiamo attendere ogni anno che si trovino i finanziamenti per garantire i collegamenti tra le due sponde dello Stretto, facendo una corsa al cardiopalma per evitare che il diritto alla mobilità e alla continuità territoriale, allo studio e al lavoro di migliaia di pendolari, sia lasciato alla speranza di recuperare “spiccioli” dal fondo del barile dei vari capitoli di spesa. Il Ministero indaghi sulle ragioni per le quali il bando per il servizio Metromare sia andato deserto e risolva la vicenda una volta per tutte, capitalizzando l’occasione offerta dall’apertura del rapporto richiesto dal presidente del Consiglio sulla mancata realizzazione del Ponte. Già ad aprile scorso, personalmente, chiedevo al Governo di esprimere una posizione chiara in merito al Ponte, indicando, nel caso di una posizione negativa rispetto alla sua realizzazione, un’offerta infrastrutturale alternativa in grado di soddisfare le esigenze di mobilità dei cittadini dello Stretto. Per questo, ho fortemente voluto e ottenuto lo stanziamento di fondi per lo studio di fattibilità di un sistema integrato di trasporti nell’area dello Stretto. Oggi ci troviamo di nuovo in una situazione di emergenza e dobbiamo fare in fretta per scongiurare il rischio di interruzione del servizio di collegamento rapido tra le due sponde. Il report chiesto da Renzi è l’occasione per ribadire che quello dei messinesi alla mobilità è un diritto e lo Stato deve assicurarlo. È un’occasione per mettere sul piatto le esigenze del territorio, per discutere del servizio di metromare e di una compagnia di trasporto pubblico, Bluferries, che ha deciso di non effettuare più il collegamento tra Villa San Giovanni e il porto storico. Questi sono gli argomenti che vanno portati a Roma. E tutte le parti in causa, compresa la Regione, vengano nella Capitale a condurre questa battaglia. Si arrivi con idee chiare e nessuno diserti». Ed un invito ad aver “idee chiare” è rivolto al sindaco: «Il Palagiustizia va fatto, ovviamente, ma non è un’opera compensativa, deve essere realizzato con altri fondi. La trattativa con Eurolink va eventualmente aperta sul pacchetto di opere compensative già individuate come la via del Mare, l’impianto fognario Torre Faro-Mortelle, la copertura del Papardo, la riqualificazione di Maregrosso. Nel decreto Sblocca Italia –conclude Garofalo –lo stanziamento di una cifra cospicua per la tratta ferroviaria Messina- Catania-Palermo, voluto dai ministri Lupi e Alfano, è un segno di attenzione verso lo sviluppo infrastrutturale del territorio siciliano. Il Governo confermi che quest’attenzione c’è e lo faccia nell’unico modo possibile: trovando i fondi necessari per assicurare i collegamenti nello Stretto e investendo in infrastrutture le risorse che erano destinate al Ponte».  

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