Martedì, 18 Settembre 2018
MESSINA

Il Consiglio sul Piemonte, dopo le tensioni il documento

piemonte, Messina, Archivio

Seduta consiliare turbolenta stamattina, quella aperta al pubblico e dedicata alle problematiche dell’ospedale Piemonte. Presenti il sindaco e la deputazione regionale e nazionale oltre ai manager dell’azienda Papardo- Piemonte. Si sta tentando di trovare una decisione unitaria, sull’ubicazione del polo materno- infantile. E se una linea apparentemente  generale sembra tendere verso la scelta del nosocomio di viale Europa,  la Cgil è di tutt’altra opinione. Stamattina alcuni iscritti al sindacato hanno chiesto di intervenire al dibattito, ma il presidente del consiglio comunale ha sospeso la seduta e li ha ascoltati nella sala commissioni .   

Questo il testo de documento firmato al termine della seeduta di consiglio:

La riconversione dell'Ospedale Piemonte è il tema dell'odierna seduta del Consiglio comunale, che si è svolta alla presenza, tra gli altri, di una delegazione della deputazione nazionale e regionale messinese; del sindaco, Renato Accorinti; della presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile; dell'assessore alle politiche sociali, Nino Mantineo; dei direttori generali, dell'ASP 5 di Messina, Gaetano Sirna, e dell'Azienda ospedaliera ospedali riuniti Papardo-Piemonte, Michele Vullo. A conclusione degli interventi è stato illustrato il seguente ordine del giorno, che sarà votato nella seduta di domani: “PREMESSO CHE: il Decreto dell'Assessorato della Salute della regione Sicilia n. 2536 del 2 dicembre 2011, pubblicato sulla G.U.R.S. in data 05.01.2012, avente ad oggetto il riordino e la razionalizzazione della rete dei punti nascita, ha previsto l'accorpamento dei due centri nascita presenti nel. presidio ospedaliero Papardo e nel presidio ospedaliero Piemonte, ciò sulla scorta di quanto previsto dal Piano sanitario regionale 2011-2013, che prevede, al punto 9.2.1. la <Messa in sicurezza dei punti nascita e miglioramento della qualità dell'assistenza al parto e al neonato>; il predetto D.A. 2 dicembre 2011 ha previsto che il percorso <nascita> deve essere assicurato nel territorio anche sulla base delle caratteristiche della popolazione di riferimento e non solo sulla base dei parti annui, e che l'accorpamento dei due punti nascita deve realizzarsi nella struttura che presenta le migliori condizioni di sicurezza, sia per il neonato che per la donna gravida, come indicato dalle Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita, e per la riduzione del taglio cesareo, secondo l'Accordo Stato-Regioni del 16.12.2010. Il summenzionato D.A. esprime chiaramente la necessità di <garantire la continuità assistenziale intesa come omogeneità dell'assistenza erogata, perseguendo modelli di continuità assistenziale ... attivando un sistema fortemente integrato, al fine di una collaborazione funzionale tra i vari livelli istituzionali, sinergizzando le attività territoriali e ospedaliere e valorizzando le interdipendenze esistenti tra le strutture operative ...>, mentre il predetto accordo Stato-Regioni prevede espressamente che <i requisiti per il II livello sono legati oltre che al numero di parti anche al bacino di utenza, alla presenza nella stessa struttura di punto nascita di II livello e di discipline specialistiche in numero e con intensità di cura più elevata, con possibilità di attivare h 24, in rapporto alle esigenze emergenti ed in base alle convenzioni sottoscritte, consulenze ed interventi di cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia ricostruttiva, oculistica, valutazione emodinamica, broncoscopia, e di usufruire h 24 del servizio emotrasfusionale e diagnostica per immagine>, VISTO CHE: il previsto accorpamento dei due centri nascita presenti nel presidio ospedaliero Papardo e nel presidio ospedaliero Piemonte, sulla scorta di quanto stabilito dal Piano sanitario regionale 2011-2013, ha provocato fino ad oggi una serie di dibattiti sull'individuazione dell'allocazione più idonea del realizzando Polo materno-infantile tra i due predetti presidi, in quanto vi sono delle motivazioni valide che conducono contemporaneamente alla scelta dell'uno piuttosto che dell'altro presidio (l'Ospedale Papardo, ad esempio, può asservire al polo materno-infantile le 58 unità operative presenti nel presidio, rispettando maggiormente gli standard normativi di sicurezza, possiede l'elisoccorso e il centro sangue che invece non esistono all'Ospedale Piemonte, mentre quest'ultimo presidio ha una Utin operativa che non è funzionante al Papardo e conta un numero annuo di parti superiore a quello del Papardo, quindi serve attualmente un bacino d'utenza maggiore); le predette esemplificative considerazioni, nell'eventuale scelta tra i due presidi, devono condurre all'individuazione di un plesso che garantisca <un maggiore soddisfacimento dei bisogni di salute dei cittadini>, e ciò in riferimento sia alla conformazione orografica della città, che si sviluppa prevalentemente in senso longitudinale, sia in riferimento alla sua espansione demografica e urbanistica, sia in ragione anche dell'impegno di spesa per la realizzazione del polo-materno infantile, nell'uno o nell'altro nosocomio; CONSIDERATO CHE: da anni si dibatte sul futuro dell'Ospedale Piemonte davanti ad un disegno, forse ancora attuale, dell'Assessorato regionale alla Sanità, che parrebbe essere quello della sua chiusura; o, quantomeno, questo è l'allarme che, anche di recente, è stato lanciato dalle organizzazioni sindacali cittadine; è condivisa opinione generale che l'Ospedale Piemonte rappresenti un punto di emergenza-urgenza strategico, asservito ai bisogni della città ma anche della realizzanda area metropolitana, ciò in quanto tale presidio da sempre è stato un punto di riferimento importantissimo per migliaia di messinesi. E', altresì, condivisa volontà che l'Ospedale Piemonte non debba essere chiuso ma che anzi debba essere rafforzato nelle sue funzioni, diventando per di più, ricorrendone i presupposti di legge, un <centro d'eccellenza>, e ciò consentirebbe di non disperdere quell'indiscusso patrimonio di professionalità già presenti all'interno della struttura. E' indispensabile - ai fini della realizzazione di un'eventuale contestuale presenza nel predetto nosocomio di un punto di emergenza che offra e garantisca prestazioni salvavita di qualità nelle strutture idonee e, contestualmente, di un centro di alta specializzazione in campo materno infantile - che il già avviato dibattito pubblico, fatto in Consiglio comunale, tra le Istituzioni ed i dirigenti della sanità offra concretamente una percorribile soluzione su quale sarà il ruolo futuro dell'ospedale, ed il piano dei servizi sanitari che lo stesso deve offrire al fine di soddisfare il prioritario diritto alla salute di tutti i cittadini; RITENUTO CHE: il Sindaco di Messina, Renato Accorinti, quale responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio, ai sensi del D.Lg. 299/99 (decreto Bindi), e quale gestore del fondamentale potere di programmazione, di controllo e di giudizio in materia sanitaria cittadina, ha anche il compito di prendere gli opportuni provvedimenti in merito alla migliore tutela del servizio sanitario offerto a cittadini; RITENUTO ANCORA CHE: il Decreto Assessoriale n. 2391/2013 dell'Assessorato regionale della Salute del 10.12.2013 prevede che il termine finale di verifica degli adempimenti richiesti ai direttori generali e dei risultati conseguiti, al fine di adottare, ove necessario, gli opportuni provvedimenti per eventuali modifiche alla rete materno infantile possa essere fissato entro l'anno 2014, con la conseguente attuale possibilità di effettuare proposte risolutive in merito all'originario piano di razionalizzazione della rete materno-infantile fino al 31.12.2014; RITENUTO INFINE CHE: lo scorso 30 luglio 2014 è stato depositato all'ARS un disegno di legge che prevede la modifica dell'art. 8 della L.R. n. 5/2009, con l'aggiunta, dopo il comma 2, del comma 2 bis, che espressamente prevede: <a decorrere dall'l gennaio 2015 lo gestione e le competenze dell'Ospedale Piemonte (ex A.O. Piemonte) passano all'Azienda Sanitaria Provinciale n. 5 di Messina>; nonché con l'ulteriore aggiunta dell'art. 2 ter, che dispone che <l'Azienda Ospedaliera Papardo permane nella città di Messina con le proprie strutture e personale>. Tale disegno di legge, qualora approvato, con il passaggio di gestione amministrativa dell'Ospedale Piemonte all'ASP di Messina, che attualmente non offre alcun servizio ospedaliero, a differenza di altre città siciliane ma anche della provincia messinese, consentirebbe non solo di evitare l'accorpamento dei due attuali punti nascita dell'odierna unica Azienda ospedaliera in un solo polo materno-infantile, ma permetterebbe una maggiore e più efficiente copertura dei servizi sanitari offerti ai cittadini messinesi, nonché un notevole risparmio economico per l'attuale Azienda "Papardo-Piemonte", e la necessaria salvaguardia e ottimizzazione dell'attività lavorativa dei dipendenti dell'Azienda medesima; ciò in un'inversione di rotta, politica e amministrativa della ricorrente situazione, che vede ormai da anni la nostra città privata di svariati Enti fondamentali per il buon andamento della pubblica attività (civile, amministrativa, militare, ecc.) a favore dell'accorpamento con altre strutture esistenti in altre città siciliane. Premesso, visto, considerato e ritenuto quanto sopra, si impegna il sindaco, Renato Accorinti, e la Giunta comunale, a dare attuazione al presente indirizzo politico finalizzato alla salvaguardia dei due centri nascita presenti nei presidi Papardo e Piemonte, affinché il migliore ed ottimizzato servizio materno-infantile possa essere garantito, a tutela della popolazione cittadina tutta, sia nell'Ospedale Piemonte che nell'Ospedale Papardo; e ciò, d'intesa con le direzioni amministrative e sanitarie competenti, e con chi di competenza, con l'investitura della deputazione regionale di riferimento, affinché ponga in essere tutti gli atti e comportamenti di propria competenza diretti all'approvazione del suddetto disegno di legge; nella denegata ipotesi in cui la superiore soluzione non sia realizzabile, a richiedere che l'eventuale accorpamento dei due attuali punti nascita, con la creazione di un unico polo materno-infantile che copre l'utenza dell'Azienda Papardo-Piemonte, venga deciso con il preminente totale rispetto di tutti gli standard di sicurezza, di efficienza e di primaria tutela del diritto alla salute dei cittadini. Ciò, in ogni caso, nell'ottica di un immediato futuro che non solo preservi la sopravvivenza stessa dell'Ospedale Piemonte, ma che consenta, ove possibile, la contemporanea offerta di un servizio sanitario che comprenda, oltre alla struttura specializzata diretta alla cura della madre e del bambino (nel caso in cui si ritenga di optare per la soluzione <Piemonte>), anche l'offerta del servizio sanitario di emergenza-urgenza, da sempre prestato dal suddetto nosocomio, e di fondamentale importanza per tutta la popolazione del centro città, e dei numerosi e popolosissimi villaggi collinari che si affacciano al centro medesimo”

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