Domenica, 16 Dicembre 2018
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MESSINA

Caso Genovese
procura ricorre
contro scarcerazione

La battaglia legale, sul caso Genovese, si preannuncia dura e complessa. A poche ore  dalla scarcerazione del parlamentare del PD che ha trascorso sei giorni in carcere prima di ottenere i domiciliari dal gip, la Procura ha studiato le contromosse. Ieri c’è stato un vertice coordinato dal procuratore capo Guido Lo Forte con l’aggiunto Sebastiano Ardita ed i sostituti del pool pubblica amministrazione che si stanno occupando dell’inchiesta sugli enti di formazione professionale. E se prima era una deduzione ora è una certezza. La Procura ha deciso ripresentare ricorso al Tdl contro la decisione del gip De Marco di concedere i domiciliari al deputato messinese. I magistrati che avevano chiesto alla Camera l’autorizzazione all’arresto sabato mattina dopo l’interrogatorio di garanzia si erano già opposti alla richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Genovese, gli avvocati Nino Favazzo e Carlo Paliero. A loro dire non sarebbero cessate le esigenze cautelari che richiederebbero la permanenza in carcere del deputato. Per il Gip invece sarebbero venute meno la possibilità di reiterare il reato e di inquinare le prove. Lo scrive nelle tre pagine con cui ha motivato ieri la decisione specificando tuttavia che  dopo l’interrogatorio il quadro di gravità indiziaria appare confermato e per alcuni versi consolidato anche perché Genovese non avrebbe fornito spiegazioni esaurienti su alcuni passaggi chiave dell’inchiesta limitandosi a respingere gli addebiti. E poi vi sarebbe la forte influenza di Genovese sull’assessorato regionale alla Formazione e sulle nomine che venivano fatte al suo interno.  Intanto il parlamentare è tornato nella sua villa di Ganzirri dopo aver lasciato il carcere ieri mattina intonro alle 12,30. Genovese, che ha lasciato il carcere dopo aver deposto i suoi effetti personali in alcune buste di plastica,  ha trovato ad aspettarlo all’esterno la moglie Chiara Schirò. Un bacio e poi di corsa a casa. Ma prima il parlamentare ha dovuto espletare alcuni passaggi burocratici e si è recato alla caserma dei Carabinieri di Ganzirri. Sempre accompagnato dal sul legale Nino Favazzo ha poi lasciato la stazione per raggiungere la sua abitazione distante poche centinaia di metri.

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