Giovedì, 24 Gennaio 2019
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MILI S. PIETRO

Borgo fantasma
e il monastero
nel degrado

monastero mili s.pietro, Messina, Archivio
monastero mili s.pietro

E’ una tra le più antiche testimonianze di architettura religiosa arabo –normanna di Messina e in generale della Sicilia. Sorge sulla riva sinistra del torrente Mili nei pressi dell'abitato di Mili San Pietro. Wikipedia la definisce così. E a guardarla si capisce bene quanto antica e preziosa sia questa chiesa. La Chiesa di Santa Maria di Mili, costruita nel 1092 dal Gran Conte Ruggero d’Altavilla per dare degna sepoltura al figlio Giordano, morto in battaglia. Una volta qui c’era una lapide a ricordarlo, ora l’hanno trasferita al museo regionale. E una spiegazione c’è: per quanto la chiesa sia stata messa a posto e ben conservata, attorno il monastero è un disastro.

La storia di questa abbazia costruita mille anni fa è caratterizzata da periodi di grande splendore alternati a fasi di decadenza. Nel 1866 con le leggi eevrsive dello stato la proprietà di tutta la struttura passò al Demanio, che vendette poi a privati il monastero.

La chiesa, oggi del fondo edifici di culto del Ministero, è stata affidata alla Curia e occasionalmente viene aperta per eventi e manifestazioni. Il Monastero, finito al centro di una vicenda giudiziaria, è stato invece trasformato negli anni in stalla e oggi cade a pezzi. Del degrado di questa struttura si è occupato il nucleo decoro della Polizia Municipale guidato dal commissario Santagati. Tanti cittadini hanno segnalato le condizioni in cui versa questa antica e bellissima struttura. Basterebbe poco per salvarla. È un patrimonio straordinario non solo per Mili San Pietro ma per l’intera città.

In tema di patrimoni storici, poco più in alto c’è un piccolo borgo medievale, diventato da qualche tempo un villaggio fantasma. Le chiamano case Insoddi, l’ultimo abitante è andato via da qualche tempo. Ormai non ci vive più nessuno. Ma c’è chi si preoccupa di proteggere questa zona. L’architetto Principato ha posto il vincolo urbanistico sull’intero borgo. Servirà a evitare che venga buttato giù. E magari servirà a farlo scoprire ai messinesi. Arrivarci non è facile, ma è talmente suggestivo da meritare un po’ di fatica.

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