Martedì, 22 Gennaio 2019
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MESSINA

San Licandro, discariche
a cielo aperto

di
s. licandro, Messina, Archivio

«C’era una volta a Messina una vasta area residenziale sorta a partire dagli anni ‘70 da una imponente espansione edilizia proseguita sino ai giorni nostri. L’elevato numero di cooperative edilizie, villette a schiera, palazzi moderni e signorili che si snodano lungo la copertura del torrente, divenuto strada e ribattezzato alla memoria di Leonardo Sciascia, consegnano il dato di un urbanizzazione rapida ma ancora sostenibile, fatta di marciapiedi, piccole aree a verde, posti auto per ciascuna unità abitativa, scuole, asili e, recentemente, anche impianti sportivi. Insomma, i tratti caratteristici di un quartiere residenziale posto a pochi minuti dal centro dove far vivere serenamente la propria famiglia. Per lo meno, era questa l’idea dei cinquemila Messinesi che in questi anni hanno scelto di acquistarvi casa». Appunto, ormai solo un’idea. L’istantanea del presidente del V Quartiere, Santino Morabito, è la premessa a ciò che invece oggi è San Licandro. Una vergogna, almeno per le condizioni in cui versa per l’abbandono delle istituzioni e per l’espansione edilizia selvaggia. «Questo luogo oggi è un’unica enorme pattumiera a cielo aperto! – tuona ancora Morabito –Lo dimostrano in maniera impietosa le immagini: una decina di discariche abusive nello spazio di poche centinaia di metri; distese di vegetazione spontanea ormai impadronitasi dei marciapiedi; centinaia di suppellettili e rifiuti ingombranti abbandonati ai margini delle strade ed una quantità di sporcizia ed immondizia che non viene raccolta da mesi. Se a questo aggiungiamo che persino la linea di trasporto pubblico che serviva San Licandro era stata cancellata e che è stata recentemente ripristinata grazie all’intervento all’Atm del Consiglio Circoscrizionale, si ha il quadro di un rione completamente abbandonato. Dinnanzi ad un contesto di simile degrado è venuto il momento di dare delle risposte ». Per questo motivo il presidente del V Quartiere, scrive a sindaco, assessore all’Ambiente ed al commissario liquidatore di MessinAmbiente chiedendo «perché a San Licandro non vengono garantiti i servizi minimi di pulizia e decoro urbano; perché da mesi non viene effettuato il servizio di spazzamento delle strade; perché non vi è traccia di operatori ecologici in un’area tanto vasta e così urbanizzata; perché non è stata data attuazione alla Delibera sulla programmazione dei servizi di scerbatura del Consiglio della V Circoscrizione, datata 28 luglio 2013, che individuava tra gli interventi prioritari, il Viale Leonardo Sciascia e le vie di San Licandro Alto». Al comandante del Nucleo decoro urbano della Polizia Municipale Morabito chiede invece «come sia possibile che simili punte di degrado che si registrano a pochi metri da un asilo comunale, una scuola elementare, una villetta pubblica o una piazza, non vengano denunciate e perseguite». Della vicenda di San Licandro si è peraltro accennato ieri nel corso dell’incontro che era stato programmato tra l’assessore all’ambiente Daniele Ialacqua e i presidenti dei Quartieri. All’ordi - ne del giorno c’erano proprio gli interventi di potatura e scerbatura, per i quali c’è un vero e proprio rosario di lamentele da ogni parte della città: sotto questo aspetto, è stato annunciato che da lunedì (se chiaramente si saranno risolti i problemi di liquidità di MessinAmbiente) partiranno gli interventi nelle circoscrizioni con squadre di operai del Comune, dell’Ato e di Messinambiente, secondo i calendari di priorità stabiliti dai singoli consigli.  

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