Lunedì, 10 Dicembre 2018
MESSINAMBIENTE

Emergenza rifiuti
dietro l'angolo

messinambiente, Messina, Archivio

Il problema è sempre lo stesso e si ripete ormai da troppo tempo con regolare puntualità. Nella casse di Messinambiente le risorse che derivano dal comune attraverso l’Ato 3, arrivano in ritardo. In questo modo non è possibile pagare i fornitori, su tutti quello del carburante, e i mezzi sono costretti a rientrare nell’autoparco di via Salandra. L’ultima fattura pagata alla società di raccolta e smaltimento è quella di febbraio, da incassare ancora quella di marzo e alcune somme residue del 2012. Malgrado ciò, il commissario liquidatore nei giorni scorsi è riuscito a pagare gli stipendi ai lavoratori: solo il netto in busta e non anche i contributi previdenziali. Con le casse rimaste all’asciutto, però, non è possibile acquistare il gasolio, né la ditta che fornisce i mezzi che trasportano in discarica i rifiuti raccolti in città con gli autocompattatori.  Proprio questa mattina la Seap, che da Messinambiente deve riscuotere diverse fatture arretrate, ha effettuato l’ultimo viaggio a Mazzarrà S. Andrea e con solo 3 mezzi anziché gli abituali 6. Considerato che altri tre mezzi di Messinambiente hanno conferito in discarica, stamani è stato possibile trasportare solo 150 delle 300 tonnellate prodotte in città quotidianamente. Gli effetti ancora non si notano in quanto i rifiuti sono ancora contenuti all’interno dei cassonetti ma, considerando che il carburante ormai è quasi finito e che la prossima notte e domani di buon mattino si potranno effettuare solo i servizi essenziali, le cataste non tarderanno a formarsi. A creare ulteriori difficoltà nella raccolta, la chiusura della discarica, causa il forte vento, per tutta la giornata di ieri e oggi a partire dalla 10, fortunatamente dopo che i mezzi residui erano riusciti a conferire il 50% dei rifiuti. Condizioni meteo a parte per le prossime ore, si sa già che domenica prossima, come tutte le ultime del mese, Mazzarrà S. Andrea resterà chiusa per manutenzione. La speranza è che domani da Palazzo Zanca emergano novità positive, altrimenti, sarà inevitabile che la situazione precipiti.

 

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