Martedì, 22 Gennaio 2019
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MESSINA

Abusi sessuali al
Liceo Archimede, due
studenti ai domiciliari

liceo archimede, Messina, Archivio
liceo archimede

Due studenti di 16 anni, secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, avrebbero preso di mira una compagna di classe. Per giorni, forse per settimane o mesi, sarebbero andate avanti le pressioni “psicologiche”, unite a espressioni ingiuriose e a inviti espliciti nei confronti della ragazza («Togliti la maglietta», «facci vedere le tette»). Voci, risatine, battute, che sarebbero state amplificate anche nel (pericolosissimo, in questi casi) mondo dei social network. La studentessa, stufa dei soprusi, ha raccontato i fatti ai propri familiari ed è scattata la denuncia. Da quel momento sono entrati in azione i carabinieri che hanno installato anche una telecamera nascosta nella classe. Ed è stato proprio grazie all’ausilio delle immagini che i militari dell’Arma sono riusciti a intervenire immediatamente, evitando che l’e n n e s imo episodio (stavolta i due ragazzi erano andati giù pesante, tentando di spogliare la compagna e palpeggiandola dovunque) sfociasse in un vero e proprio stupro. Gli studenti sono stati tratti in arresto per violenza sessuale e, vista l’età, su provvedimento del Tribunale dei minori, sono stati accordati loro i domiciliari. Sempre secondo le accuse, le molestie sarebbero avvenute nei momenti di passaggio da un’ora all’altra, in attesa del cambio di insegnanti o durante la ricreazione. Ma potrebbero essere avvenute anche fuori dall’orario scolastico. Ricorriamo al condizionale perchè sull’intera vicenda vige il massimo riserbo e la magistratura sta vagliando tutti gli elementi in possesso, a partire ovviamente da ciò che la telecamera ha ripreso.

«Non posso dire niente, la vicenda è delicata, ci rimettiamo alle decisioni degli organi inquirenti, da parte nostra abbiamo il dovere di tutelare la vittima e di aspettare che i fatti si chiariscano, prima di assumere provvedimenti disciplinari». La preside del liceo scientifico Archimede, Maria Flavia Scavello, non vuole aggiungere altro, se non una considerazione più generale: «Assicuriamo un controllo costante ma a volte nè la scuola né la famiglia riescono a incidere sui comportamenti, su ciò che accade nel mondo dei social network». L’Archimede è sempre stata una delle scuole più serie, rigorose, prestigiose della nostra città, proprio in queste settimane sta presentando la propria offerta formativa, che è tra le più varie e qualificate. Il prezioso lavoro educativo svolto giorno per giorno non può essere vanificato da un episodio che, pur gravissimo (se confermato dagli ulteriori sviluppi dell’inchiesta giudiziaria), si sarebbe potuto registrare, purtroppo, in qualsiasi altra realtà.

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