Domenica, 17 Gennaio 2021
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La Paglia: «Chiedo scusa, ma...» VIDEO

Parla il direttore generale dell’Asp, Paolo La Paglia fortemente criticato: «Non mi dimetto, il problema non è il singolo. Il mio personale? Non sono contento, serve meno burocrazia». Il botta e risposta integrale oggi su Rtp dopo il telegiornale. Chiede «scusa» ai cittadini. Ammette le «carenze» dell’Asp. Ma non ha intenzione di gettare la spugna: «Più mi chiedono di dimettermi, più resto convinto che il problema non sia il singolo».

Paolo La Paglia, direttore generale dell’Asp, è più volte finito sotto accusa per la gestione dell’emergenza Covid in città. E per la prima volta dice la sua. «La situazione – ammette – è certamente critica, ed ha poco a che vedere con quella della prima fase. Ad oggi i positivi della provincia di Messina sono 3.962, nella prima fase sono stati 953, numeri tre volte e mezzo superiori. Ci siamo trovati con una emergenza che non conoscevamo, perché questo virus ha caratteristiche imprevedibili. Il problema principale è quello della territorialità, perché l’onda d’urto sugli ospedali la Sicilia l’ha retta in maniera adeguata, così come la provincia di Messina, le criticità evidenti sono quelle della domiciliarità e della territorialità. Mentre negli ospedali da sempre il sistema sanitario ha avuto delle deroghe ai piani di rientro, da circa vent’anni nei servizi territoriali non si fa un concorso e l’età media di medici e funzionari è di circa 60 anni. Non voglio esimermi dalle criticità del sistema, però evidentemente a Messina come a Palermo e Catania e un po’ in tutta Italia i servizi territoriali non erano adeguati ad un’attività di monitoraggio e di prevenzione».

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