Lunedì, 24 Febbraio 2020
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Accesa la lampada votiva per Santa Eustochia, Messina rinnova l'omaggio alla clarissa

In occasione del 535mo anniversario del dies natalis, la città di Messina ha rinnovato l’omaggio a S. Eustochia Smeralda Calafato. La solenne celebrazione al Monastero di Montevergine ha radunato attorno all’arcivescovo mons. Giovanni Accolla, il Prefetto, il primo cittadino di Messina e quelli di alcuni comuni della Citta Metropolitana, le autorità civili, militari e accademiche, i rappresentanti delle arciconfraternite e degli ordini equestri e i volontari del Nucleo diocesano di Protezione civile.

È stato il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ad accendere la lampada votiva, portata all’altare assieme all’olio dai sindaci di Rodì Milici, Eugenio Aliberti, e Spadafora, Tania Venuto. Il prezioso manufatto, commissionato lo scorso anno dalla Fondazione “Uberto Bonino e Maria Sofia Pulejo” in occasione del 30° anniversario di canonizzazione della clarissa, è stato realizzato dal maestro argentiere messinese Francesco Cosio.

Un impegno silenzioso e costante quello delle religiose di Montevergine, “caratterizzato dalla preghiera silenziosa nella contemplazione”: così lo ha definito l’arcivescovo, sottolineando come “la fedeltà delle clarisse a Eustochia è un rinnovato segno profetico per la città di Messina che ha bisogno di rifondarsi guardando a lei e agli altri santi che, donandosi al Signore e ai fratelli, hanno incarnato l’annuncio del Vangelo”. L’animazione liturgica del rito, coordinato dal prof. Antonino Barbera e dalla presidente dell’associazione “S. Eustochia” Rosa Gazzara, concelebrato fra gli altri da mons. Aliquò, è stata affidata alla corale “Eugenio Arena” diretta dal maestro Giulio Arena.

Nel pomeriggio la comunità della SS. Annunziata assieme al parroco mons. Gaetano Tripodo, ha organizzato una fiaccolata alla casa nativa della clarissa, in via Caprera (nella parte alta della vallata), che si è conclusa con un momento di preghiera e la celebrazione.

© Riproduzione riservata

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