Sabato, 07 Dicembre 2019
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Bimbi morti in grembo, lettera di una mamma: anche a Messina una giornata per ricordarli

"Mi chiamo Carmen Giordano e sono prima di tutto una mamma. Ma anche il Presidente, per la città di Messina, di due organizzazioni socio-assistenziali: la "Ciao Lapo Onlus", con sede in Prato, che opera a livello mondiale, e la "Battiti Essenziali Onlus" con sede in Potenza. Tutela della gravidanza, dal pre-concepimento in poi; tutela della salute e del benessere della donna, della coppia e della famiglia; sostegno al lutto e alla sua elaborazione; conoscenza, rispetto e consapevolezza: sono queste le cose in cui crediamo. Siamo un gruppo di genitori, operatori e professionisti dell'area materno infantile accomunati dall'esperienza (autobiografica o professionale) del lutto perinatale".

"Il 15 ottobre in tutto il mondo si è celebrato il 'Babyloss awarenes', giornata di commemorazione di tutti i bambini morti durante la gravidanza o subito dopo il parto - continua la lettera - e sono state 60 le città italiane ad aver partecipato. Ogni città ha illuminato i monumenti più importanti con i colori del babyloss, azzurro, rosa e bianco, e allestito postazioni dove sono state fornite informazioni e organizzati accompagnamenti musicali. Abbiamo inoltrato numerose mail affinché quest'iniziativa mondiale giungesse alle orecchie del sindaco, ma nulla si è mosso. Noi, pochi ma buoni, siamo scesi in Piazza Cairoli per creare la nostra onda di luce e salutare i piccoli bambini, nell'indifferenza totale".

"Per il giorno della commemorazione dei defunti - continua - avevamo pensato di rendere omaggio a tutti i bambini nati morti andando al Gran Camposanto di Messina per deporre dei fiori e per una breve celebrazione di benedizione. Dopo aver scaricato il regolamento comunale della polizia mortuaria cimiteriale di Messina, mi accorgo piacevolmente che, all'articolo 21, è riportato che tra i vari giardini dedicati ad uomini illustri vi è anche quello dedicato ai bambini nati morti o mai nati. Deciso allora di chiamare il dipartimento di assistenza cimiteriale per chiedere della presenza di un sacerdote fisso, spiegando quello che vorrei fare. Ma la risposta che ricevo è che 'da anni non c'è un prete quindi adesso ognuno fa come vuole'. Deciso, dunque, di chiamare il parroco della mia chiesa, padre Alessandro Marzullo, il quale, senza esitare, ha assecondato l'idea".

"E' importante - sottolinea Carmen Giordano - che, almeno una volta l'anno, si dia una benedizione per ricordare tutti questi bambini che non hanno visto la luce, che non hanno avuto la possibilità di ricevere il battesimo e neanche un piccolo funerale, che non hanno mai conosciuto i propri genitori. Al monumentale esiste 'il giardino dei piccoli fiori', uno spazio dedicato esclusivamente ai bambini, dove un genitore può andare a rendere omaggio, piangere, posare un fiore, per il proprio figlio nato prima delle canoniche 28 settimane (quando per legge un bambino viene riconosciuto tale, esistente anagraficamente). Oggi, insieme a padre Alessandro, andremo nella fossa comune a benedire tutti i morti con un pensiero speciale per questi bambini, per questi "rifiuti speciali ospedalieri" (così  vengono chiamati dopo l'esame istologico) che nelle altre città vengono seppelliti in un campo apposito e registrati con nome e cognome della madre dal momento che la legge non li riconosce bambini".

"A Messina non si sa che fine facciano questi bimbi e i primi a non saperlo sono i genitori che non vengono informati dagli ospedali, ma lasciati a vagare nel nulla. Tale disinformazione fa sì che all'interno dei cimiteri si faccia quel che si vuole per creare posti nuovi. I soldi, per esempio, hanno la precedenza su tutto, anche su corpi di bambini innocenti. Dunque, se non si ha la possibilità economica e una raccomandazione per poter seppellire il corpicino del proprio figlio, si può solo pregare, buttare un fiore in mare o recarsi in chiesa. Eppure siamo state mamme tutte allo stesso modo".

"Mi piacerebbe - conclude la lettera - approfondire questa situazione, far arrivare al sindaco la voce di noi mamme, capire se esiste qualcosa da poter fare o se non rimane più nulla che la rassegnazione e il dimenticatoio. L'iniziativa mira semplicemente alla sensibilizzazione sul lutto perinatale, in modo da renderci disponibili per tutte le mamme che hanno o stanno attraversando questo immenso dolore. Noi ci siamo e ogni giorno ci impegniamo per aiutare le famiglie nell'elaborazione del lutto e nell'informazione sui propri diritti".

© Riproduzione riservata

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