Mercoledì, 20 Novembre 2019
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Le Vie dei Tesori, Messina la città più visitata: ultimo weekend alla scoperta della bellezza

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Ultimo fine settimana per intraprendere un viaggio alla scoperta della bellezza. Fino a domani, spazio alle Vie dei Tesori che dopo aver aperto in otto città, oltre centocinquanta luoghi – ben 29 a Messina, la città più visitata con 8.500 ingressi – dal 5 ottobre approda a Palermo, dove il Festival è nato dodici anni fa.

A Messina tornano fruibili le splendide ville liberty che tanto sono state apprezzate nelle scorse settimane, le numerose chiese, i musei, anche il MuMe, il Museo Regionale, aperto sino alle 18 di oggi, sabato 29 settembre, al costo di 1 euro, e poi i forti. Nei primi due fine settimana di settembre nelle 8 province si sono toccati i quarantamila visitatori, Messina è stata la città più apprezzata, con ben 8500 visitatori che hanno letteralmente preso d’assalto le ville – solo un giorno ed oltre 700 visitatori per villa Roberto a Ganzirri, le altre saranno aperte anche in questo fine settimana –, residenze private di solito ovviamente chiuse al pubblico: salotti sontuosi, arredi d’epoca ancora perfetti, giardini nascosti, magici e fiabeschi, che si sono conservate in maniera perfetta. E poi Forte San Salvatore, che ha totalizzato 526 visitatori che si sono riversati sullo Stretto per rendere omaggio alla Madonnina, il Sacrario di Cristo Re (462 presenze), con la torre merlata dell’antica fortezza dove venne rinchiuso nel Duecento, Carlo II d’Angiò e il suggestivo Castel Gonzaga, tutti visitabili anche oggi e domani.

Oltre alle tante chiese sarà ancora possibile scoprire i musei, come quello della Ceramica oppure osservare delle armi (ce n’è di ogni tipo, dall’archibugio al pugnale) raccolte da Gaetano Ori Saitta per il Museo delle armi antiche, a palazzo dei Leoni, dove si trova anche la Galleria di arte moderna "Lucio Barbera". A Gesso invece si possono riscoprire i tanti suoni della tradizione di memoria millenaria, sacri e profani, di ambito festivo e lavorativo, che animano da sempre la vita del Museo “Cultura e musica popolare dei Peloritani”.

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