Torna nell'alveo della "normalità" il processo per il femminicidio di Alessandra Musarra, uccisa la vigilia dell'8 marzo 2019 a S. Lucia sopra Contesse, che vede alla sbarra come omicida reo confesso il suo ex Cristian Ioppolo. E' stato lo stesso imputato - s'è appreso oggi in udienza, lo ha comunicato il presidente della Corte d'assise d'appello Bruno Sagone - a comunicare la sua volontà di non accedere alla pena concordata, ipotesi che era stata avanzata la scorsa udienza dall'accusa, il sostituto procuratore generale Felice Lima. Tornando quindi la vicenda nel contesto di un procedimento "normale", dopo la relazione introduttiva del giudice a latere Maria Teresa Arena è stato lo stesso magistrato dell'accusa Lima ad intervenire con la sua requisitoria, al termine della quale ha richiesto per Ioppolo la pena di 24 anni. L'udienza prosegue con gli interventi dei legali di parte civile e in giornata potrebbe intervenire anche il difensore dell'uomo, l'avvocato Alessandro Billè. In primo grado Ioppolo è stato condannato all'ergastolo
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