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Il messinese Dario Morelli, dal Maurolico... a Sorrentino: "E' stata la mano di Dio"

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Ex mauroliciano, classe 1986, messinese doc. La personalità di Dario Morelli contiene molte anime. Da adolescente sognava di fare il giornalista e metteva la sua penna a disposizione del "Koiné", il giornale studentesco del liceo classico. Da adulto, con gli occhi di chi non si sente arrivato, può raccontare la bellezza di una professione, il media lawyer, legata sia al diritto che ai media, che lo ha portato a diventare direttore generale di “The Apartment”, la stessa società che ha prodotto “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino, già  Leone d'argento del Gran premio della Giuria a Venezia 78, entrato nella cinquina per l'Oscar come miglior film internazionale  dell’edizione 94 dei Premi dell’Academy Awards, in programma il prossimo 27 marzo a Los Angeles.
Un percorso importante che non immaginava di poter intraprendere e che non lo porta nemmeno a fare bilanci che sarebbero prematuri. Ma si accende di entusiasmo quando, riavvolgendo il nastro dei ricordi, si rivede studente. «Gli anni del “Maurolico” sono stati stupendi. Eravamo – racconta – la cosiddetta “generazione 56k”, l’ultima ancora libera dall’orrore dei registri elettronici, dei gruppi whatsapp di genitori, del cyberbullismo, del revengeporn». In ordine Giurisprudenza, il dottorato in Diritto ecclesiastico e nel 2015 è entrato a far parte di “Fremantle”, dove si è occupato di tutte le esigenze legali, dal corporate al labour, dal regolamentare alla contrattualistica, fino al diritto del cinema, dell’audiovisivo e del giornalismo. Prima del nuovo incarico manageriale.
«Un “media lawyer” – precisa – conosce la normativa che disciplina la comunicazione, la tutela dei dati personali, il diritto d'autore, la deontologia. Negozia e scrive contratti, cura il contenzioso, e in genere offre assistenza legale a tutto tondo a chi, a vario titolo, lavora nell'industria dei media».
Un lavoro che regala anche emozioni: « Il ricordo più emozionante, che mi porterò per sempre è aver partecipato alla serata finale della Mostra del cinema di Venezia, dove il film di Sorrentino ha vinto il Leone d'argento, un premio storico, prestigiosissimo, che mancava all’Italia da tanti anni. È stata una vittoria per tutto il paese, perché conseguita in Italia da un film italiano, in una Mostra mai così ricca di film e autori eccezionali provenienti da tutto il mondo. E anche tutto ciò che è venuto dopo, le candidature ai Golden Globe, agli Oscar del cinema europeo e, infine, la nomination agli Oscar come miglior film straniero, è un traguardo che emoziona tre volte: per il nostro cinema nazionale, perché conseguito da un meraviglioso film che mostra anche la poesia e la bellezza del nostro Sud, e anche perché a raggiungere questi obiettivi è stata una società, quella in cui lavoro, che esiste da poco meno di due anni».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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