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Niente progetti per lo Stretto nel Piano Sud, Mega: serve un tavolo di concertazione

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Mario Paolo Mega

"Non sono sorpreso che nel Piano per il Sud 2030 presentato venerdì scorso dal presidente del Consiglio a Gioia Tauro non si parli dell’Area dello Stretto. Si tratta di una programmazione che fa sintesi di molti studi pregressi e per quanto riguarda le infrastrutture dei risultati del lavoro dei tavoli delle aree logistiche integrate che si sono sviluppati tra il 2017 ed il 2018 nell’ambito del Pon Infrastrutture & Reti 2014/2020". A dichiararlo è il presidente dell'autorità di sistema portuale Mario Paolo Mega che interviene sul tema venuto alla ribalta dopo gli annunci del governo riguardante il piano sud 2030.

"Analizzando gli studi del tavolo Gioia Tauro e di quello della Sicilia Orientale non si trova alcuna programmazione che riguardi l’Area dello Stretto - sottolinea Mega riferendosi anche al pezzo di oggi pubblicato sulla Gazzetta del sud - ma solo qualche intervento puntuale e senza una logica di rete o meglio ancora di corridoio. E’ palese che la causa di queste dimenticanze sia stata l’assenza ai tavoli dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, istituita solo a fine del 2018 ed attivata a fine dello scorso anno, con ciò rafforzando la tesi della sua estrema necessità per avviare la programmazione di interventi senza i quali parlare di continuità territoriale tra Calabria e Sicilia appare del tutto utopistico".

E ancora: "Non per niente nelle scorse settimane avevo già segnalato al MIT e ad alcuni parlamentari del territorio l’urgenza di avviare un tavolo di concertazione per definire un addendum a quegli atti di pianificazione. Tutto ciò si concretizzerà, come concordato nei giorni scorsi in un incontro che ho avuto a Roma con il Viceministro Cancelleri, con una prima riunione che sarà convocata a Messina nella prima metà di marzo presso l’AdSP dello Stretto, alla presenza dello stesso viceministro, dove i tecnici del MIT inviteranno a fare il punto sulla situazione infrastrutturale del nodo dello Stretto anche i rappresentanti della Regione Siciliana e Calabria, di RFI, di ANAS e di CAS. In assenza di una programmazione integrata ed unitaria sarà difficile sperare che si possano attivare finanziamenti specifici ma soprattutto che si possa avviare una vera politica infrastrutturale su un nodo fondamentale per il sistema logistico dell’Italia meridionale e non solo per il rilancio dello sviluppo della Sicilia".

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